Si sono riuniti in migliaia all’alba, davanti al mare, per pregare in direzione de La Mecca. La comunità islamica di Palermo ha celebrato ieri sul prato del Foro italico, l’Aid Al Adha, la Festa del Sacrificio, tra le più importanti del mondo islamico e con la quale si ricorda la grande fede di Abramo, disposto a sacrificare il proprio figlio Ismaele per obbedienza ad Allah, che poi sostituì il ragazzo con un montone.

Secondo la tradizione, in ogni casa islamica il capofamiglia uccide una pecora o un montone sgozzando l’animale che servirà per i pasti rituali che si concluderanno oggi. La pelle dell’ovino viene dunque lavata nell’acqua del mare e lasciata ad asciugare per poi essere usata, come si faceva un tempo, per rendere caldi, in inverno, i letti dei bambini.
Un momento di aggregazione ma soprattutto di grande solidarietà: in virtù delle prescrizioni coraniche infatti, i fedeli devono invitare i poveri alla propria tavola o fare loro dono della carne dell’animale sacrificato.

La festa del Sacrificio coincide con l’Haji, il pellegrinaggio sulla tomba del profeta Maometto, uno dei cinque pilastri dell’Islamismo.
Sono oltre tre milioni i fedeli di tutto il mondo che in queste ore stanno raggiungendo La Mecca, confermando l’Haji come il più grande raduno annuale mondiale.