Nuovo grande appuntamento con Beethoven questa sera al Teatro Massimo di Palermo. Questa volta in programma ci sono il Concerto n.4 per pianoforte e orchestra, la celebre Sinfonia n.6 (la “Pastorale) e le musiche scritte dal compositore per lo spettacolo di inaugurazione del nuovo teatro di Pest, nel 1811, in occasione dell’onomastico dell’imperatore Francesco I.

Al pianoforte Benedetto Lupo, considerato dalla critica internazionale tra i talenti più interessanti e completi della sua generazione; sul podio Nicholas Collon, interprete ispirato di un repertorio vasto, vincitore nel 2012 del Critics’ Circle Award for Exceptional Young Talent e nel 2013, per il terzo anno consecutivo, inserito nella lista dei londinesi più influenti dal London Evening Standard.

Il Concerto n. 4 in Sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58 fu eseguito per la prima volta in pubblico a Vienna al Theater an der Wien il 22 dicembre 1808, insieme alla Quinta e alla Sesta Sinfonia, e fu l’ultima occasione pubblica in cui il compositore riuscì a suonare. L’Allegro moderato si apre con il primo tema esposto dal pianoforte, diversamente dai concerti precedenti dove tutta la parte introduttiva era affidata all’orchestra.

Se l’atmosfera dell’Allegro moderato è serena, l’Andante con moto è invece un momento fortemente drammatico. Si tratta di una pagina breve e caratterizzata dalla presenza solo di due elementi, il pianoforte e gli archi, che è stato posto in relazione con il mito di Orfeo che discende agli inferi e riesce con il suo canto a placare le Furie; e in effetti il dialogo serrato tra solista e archi e l’arpeggiare del pianoforte sembrano convalidare l’ipotesi che Beethoven abbia voluto raffigurare proprio il cantore tracio.

La Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale” fu presentata al pubblico viennese nel concerto del 22 dicembre 1808, insieme alla Quinta Sinfonia, al Concerto per pianoforte e orchestra op. 58 e ad altre composizioni. Come il Concerto op. 58, anche la Sinfonia n. 6 ha un forte carattere rappresentativo, anzi un vero e proprio “programma”, riassunto nel titolo “Pastorale”. La più bucolica delle Sinfonie di Beethoven, dove la protagonista è la Natura. Il primo movimento, infatti, ha come sottotitolo “Sensazioni piacevoli all’arrivo in campagna”, il secondo “Scena sulle rive di un ruscello”, il terzo “Allegra riunione di contadini”. L’Allegro “Temporale. Tempesta” è legato all’Allegretto conclusivo, perché la tempesta in Fa minore finisce per placarsi in un “Canto di pastori: sentimenti di gioia e gratitudine dopo la tempesta”.

All’ascoltatore viene presentata la Natura: non la Natura selvaggia dei poeti romantici, ma la Natura dei filosofi illuministi, nella quale l’uomo non solo è presente, ma ne è il fulcro centrale, tanto che oggetto della rappresentazione non è la natura in sé, ma le sensazioni che essa desta nell’osservatore. Ancora una volta, la Natura è l’oggetto del quadro, ma il soggetto, sempre presente e indimenticabile, punto focale della creazione, è l’Uomo.