Protestano da questa mattina, davanti al Dipartimento dello Sviluppo rurale dell’assessorato Agricoltura, in viale Regione siciliana, i lavoratori stagionali dei consorzi irrigui, assunti per 51 giornate lavorative e dall’inizio di luglio licenziati e senza un lavoro. Alla mobilitazione partecipano lavoratori dei consorzi di Palermo e di Agrigento, nell’identica condizione.

A protestare sono i lavoratori incaricati dell’irrigazione ma anche della manutenzione delle reti che portano l’acqua alle campagne, alle cantine, alle aziende agricole. Potrebbero lavorare, perché esistono dei progetti del 2014 già finanziati da portare a termine. E invece – dichiara il segretario della Flai Cgil Tonino Russo – sono stati mandati a casa a luglio e ad agosto, nel pieno della campagna irrigua, quando agli agricoltori sono necessari impianti funzionanti e acqua in abbondanza per non mandare in fumo il prodotto dei campi. In questo momento ci sono pezzi di rete per l’irrigazione, che servono le campagne di Misilmeri e di Bagheria, fermi perché da tempo non si fa la manutenzione delle condotte”.

I sindacati oggi si sono “autoconvocati” davanti al dipartimento per chiedere un incontro. Sono stati ricevuti dal commissario e dal direttore del consorzio ma non è stata trovata ancora una soluzione: le perizie esistenti, due progetti che potrebbero essere utilizzati per dare lavoro ai 46 addetti palermitani e ai 220 cinquantunisti di Agrigento, sono stati stoppati perché viziati da una procedura non corretta. Non smobiliteremo finché non sarà trovata una soluzione. Basta con questo ping pong di competenze tra il dipartimento e il consorzio. Non si riesce a venire a capo di un problema che sta creando difficoltà ai lavoratori e agli agricoltori – aggiunge Russo – Chiediamo all’assessore all’Agricoltura Rosaria Barresi di intervenire. Non è possibile lasciare a casa i lavoratori mentre ci sono finanziamenti da usare subito che giacciono inutilizzati e le campagne rimaste senz’acqua”.