Intervento questa mattina nel cuore della Kalsa a Palermo. Agenti di polizia, vigili del fuoco, polizia municipale e personale dell’Amia hanno chiuso l’intera piazza per rimuovere un grosso chiosco appartenente agli Abbate adibito a bar ristorante che era ritenuto un centro di spaccio della zona.

La grossa struttura ancorata al suolo è stata sollevata con una gru e caricata su un grosso camion dell’Amia.

Il chiosco apparteneva alla famiglia di Luigi Abbate, detto Gino u mitra, boss mafioso del Borgo vecchio con salde radici alla Kalsa. Il ”baretto” era già stato oggetto di un provvedimento di sequestro insieme ad altri beni del mafioso e dei suoi familiari.

Nel pomeriggio è arrivata una nota dell’avvocato Mauro Barraco che pubblichiamo integralmente:  “Vi scrivo nella qualità di difensore di fiducia della signora Bellacicco Daniela per rappresentare che, in ordine all’articolo di oggi concernente la rimozione del chioschetto della Kalsa per asseriti traffici di stupefacenti, la mia assistita si dichiara totalmente estranea ai fatti ed al provvedimento eseguito odiernamente. Rappresento, inoltre, che da quasi tre anni il chioschetto era sotto sequestro e che in ordine alla validità del provvedimento il Tribunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, non ha ancora deciso in ordine alla confisca (chiesta dalla Procura della Repubblica) ovvero al dissequestro (chiesto dalla difesa). Ribadisco che la signora Bellacicco non risulta essere indagata per i fatti di reato per cui è stata disposta la rimozione odierna e che la stessa gradirebbe che tale sua dichiarazione di estraneità venisse – per completezza di informazione – portata a conoscenza dei Vostri lettori”.