Torna l’incubo dell’emergenza rifiuti a Palermo. Anche quest’anno si rischia di passare le feste natalizie tra i cumuli d’immondizia. Tanti i cassonetti stracolmi che vengono svuotati troppo a rilento e, così, le montagne create dai sacchi di spazzatura accatastati fuori dai cassonetti invadono le strade.

Disagi in diverse zone della città: da via Don Orione alla zona dei cantieri navali, al Borgo vecchio, in via Messina Marine e a Brancaccio le zone più colpite dall’emergenza. Il problema nasce dal fatto che la Rap, la società subentrata ad Amia e Amia Essemme nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti a Palermo, costa troppo: 110 milioni di euro da cui vanno sottratti i circa 95 milioni recuperati con la Tares.

In tutto, quindi, mancano dai 10 ai 15 milioni di euro. Una spesa che resta decisamente eccessiva per le casse del Comune, socio unico della società. Per questo motivo, nel corso delle trattative, si era deciso di attuare una decurtazione media di 40 euro al mese sulla busta paga dei dipendenti. Una somma che, nell’arco dei dodici mesi, avrebbe permesso di recuperare i 10 milioni necessari per coprire per intero il costo del contratto di servizio.

Ma i dipendenti della Rap, trasferiti nella nuova società dall’Amia, non vogliono saperne di cedere sulla questione e chiedono a gran voce che vengano rispettati gli stessi diritti di cui erano titolari all’Amia. Come se non bastasse, la Rap dispone soltanto di 7 mezzi, per giunta vecchi e spesso malfunzionanti, di cui 2 risultano guasti. Impossibile, in queste condizioni, coprire l’intera città con un servizio così deficitario. Il pericolo è che, qualora l’emergenza non venga risolta prima delle feste, con i pranzi di Natale e i cenoni di capodanno, i rifiuti prodotti e gettati per strada crescano vertiginosamente. Per non parlare del pessimo spettacolo a cui assisterebbero i tanti turisti che ogni anno si recano nel capoluogo siciliano per trascorrere le vacanze natalizie.