Altri due magistrati della sezione Misure di prevenzione che era diretta da Silvana Saguto lasciano Palermo su base volontaria per evitare il provvedimento di trasferimento d’ufficio che probabilmente sarebbe giunto da parte del Csm.

Si tratta del vice di Silvana Saguto, Fabio Licata e di Lorenzo Chiaramonte indagati rispettivamente di concorso in corruzione e abuso d’ufficio.

Licata aveva richiesto il trasferimento indicando quattro possibili destinazioni. La Commissione per i trasferimenti del Csm ha detto sì ma indicando come destinazione fuori dal distretto giudiziario di Palermo. Licata, che è indagato per aver adottato provvedimenti per aumentare i compensi dell’ingegnere Lorenzo Caramma, marito della Saguto e consulente di un amministratore giudiziario, andrà a Messina.

Trasferimento approvato anche per Chiaramonte che resterà, invece nel distretto giudiziario essendo stato trasferito a Marsala. La contestazione nei suoi confronti è solo di non essersi astenuto in una procedura nonostante ricorressero ragioni di opportunità per l’astensione.

Dopo queste trasferimenti e dopo la sospensione da stipendio e funzione comminata dal Csm alla Presidente Silvana Saguto, resta aperta davanti al tribunale dei magistrati solo una posizione, quella di Tommaso Virga che non ha chiesto alcun trasferimento preventivo e che conta sull’archiviazione. Il Consiglio superiore della magistratura di pronuncerà in una decina di giorni.

Per tutti continuano, naturalmente, le indagini di natura penale da parte della procura di Caltanissetta.

Viaggia verso l’archiviazione al Csm, invece, la posizione del Pm Dario Scaletta accusato di rivelazione di segreto d’ufficio scagionato dalle dichiarazioni dell’aggiunto Dino Petralia che ha raccontato come sulla vicenda ci fu una riunione in procura e dunque il trasferimento del fascicolo a Caltanissetta fosse cosa nota a tutti al tribunale di Palermo