I soldi che non bastano mai, i conti che è sempre più difficile far quadrare. La crisi non risparmia nessuno, e continuano ad aumentare le famiglie che non fanno altro che ‘tirare la cinghia’. Gente normale, perbene, costretta a privarsi anche dei beni di prima necessità, come i generi alimentari.

A Palermo, nella borgata di Tommaso Natale, un concreto e lodevole gesto di solidarietà: il panificio La Spiga d’Oro, ogni sera, mette a disposizione gratuitamente i prodotti non venduti, donandoli a chi non è più in grado di acquistarli.

Una iniziativa che in realtà La Spiga d’Oro porta avanti già da tempo, ma che ha deciso di pubblicizzare ulteriormente adesso “soprattutto – spiega la titolare del panificio, Luigia Cinzia Battaglia – per sensibilizzare i commercianti che ogni sera, buttano molti alimenti che potrebbero dare beneficio a intere famiglie”.

Sul profilo facebook de La Spiga d’Oro, è presto spiegato il senso di questa apertura al dono. In un messaggio rivolto agli utenti della rete si legge: “A te che stai attraversando un periodo brutto…a te che hai una famiglia da sfamare…a te che non arrivi a fine mese…non umiliarti! La sera dalle 20 alle 21 passa da noi, ti mettiamo a disposizione il non venduto di pane, pizza, rosticceria, focacce ed altro…Il nostro gesto è solo un piccolo contributo alla tua vita!”.

La voce si è diffusa rapidamente e a La Spiga d’Oro arrivano sempre più persone a chiedere qualcosa da mangiare. “Da tempo faccio beneficenza privatamente – racconta ancora la titolare – ma con il passare degli anni ho notato quanto siano diventate numerose le persone che la sera, alla chiusura dei negozi, rovistano nei cassonetti della spazzatura, alla ricerca di pane, frutta o verdura. Sono soprattutto anziani o padri di famiglia, che non hanno nemmeno i soldi per comprare un panino e sperano di trovare qualcosa per sfamarsi tra i rifiuti. Questo per me è inaccettabile e vorrei che lo diventasse anche per gli altri negozianti: c’è gente che muore di fame, non si possono buttare gli avanzi”.

A Napoli è un’abitudine ormai consolidata: la città è nota infatti per il caffè ‘sospeso’, che consiste nel pagarne due pur bevendone uno solo. L’altro, è per futuri avventori che non possono permetterselo.

Ed è proprio quando donare diventa notizia, come in questo caso, che bisogna fermarsi a pensare: non sarebbe forse normale, dare a chi non ha, aiutare chi è in difficoltà, rimboccarsi le maniche per qualcuno piuttosto che fingere di non vedere?

Tutto scorre veloce nella società dell’indifferenza, ma per fortuna c’è anche chi ha il coraggio di guardare oltre la propria situazione e rendersi conto, come ci hanno insegnato gli antichi, che al peggio non c’è mai fine.