Sono arrivati. Camminando per i corridoi dell’Università non puoi non riconoscerli. Girano con i pantaloncini e le maniche corte, si presentano a lezione con i cappelli di paglia e fanno tante foto dentro e fuori il Monastero dei Benedettini. Non sono turisti, sono i ragazzi dell’Erasmus, appena sbarcati a Catania.

E se li fermi per domandargli come mai studiano in Sicilia, se è stata una loro scelta o ci sono finiti per caso, ti rispondono sorpresi: “La Sicilia è una terra meravigliosa”, “Catania è una delle città più belle dove sia mai stato” e anche “L’italiano è una lingua interessante che voglio imparare bene”.

Non smettono mai di stupirti questi ragazzi che vivono e studiano in contesti diversi dal nostro, spesso più ‘evoluti’. Sono emozionati di essere qui, di cominciare questa nuova entusiasmante avventura. Più carichi che mai non vedono l’ora di fare nuove amicizie, insegnarci le loro tradizioni e imparare le nostre, frequentare corsi e laboratori.

Ma soprattutto girare la Sicilia, scoprire i mille tesori che questa terra possiede, studiare la storia anche attraverso i luoghi.

La prima settimana di marzo è dedicata a loro, dalla festa di benvenuto alla presentazione dei corsi, dalla gastronomia locale alle serate in discoteca, dal tour della città ai workshop.

Sono tanti i ragazzi stranieri che hanno lasciato un pezzo di cuore nella nostra terra, c’è addirittura chi vuole tornare e chi chiede il prolungamento di questa esperienza per qualche mese in più.

Perché in fondo la nostra città esercita un fascino particolare. E dobbiamo imparare a curarla e rispettarla anche e soprattutto noi che ci viviamo.