“La Corte dei Conti nell’odierna relazione ricorda che “il peggioramento della finanza locale è imputabile alla progressiva e consistente riduzione dei trasferimenti di provenienza statale e regionale e rileva, inoltre, la gravità della situazione finanziaria e l’incertezza normativa in tema di rifiuti, acqua e precariato che sta provocando gravi ripercussioni negative su servizi, occupazione e bilanci”.

Conferma le sue preoccupazioni il presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Viene evidenziata la necessità di definire le funzioni di area vasta (liberi consorzi e città metropolitane ) uscendo dall’attuale e ormai ultra annuale gestione commissariale delle sopprimende province”.

“Sono temi questi – conclude Orlando – che costituiscono oggetto di una piattaforma organica e propositiva che l’AnciSicilia ha presentato lo scorso 5 maggio, durante l’Assemblea dei comuni, e sulla quale si torna a richiamare l’attenzione del Governo e Parlamento regionale”.

Attacca l’ottimismo di Crocetta il segretario generale della Cgil Michele Pagliaro: “Credo che esprimere soddisfazione dopo il giudizio di parifica della Corte dei Conti del rendiconto 2013 sia veramente fuor di luogo. Si conferma infatti una situazione gravissima dei conti, anche sotto il profilo dell’indebitamento e la stessa magistratura contabile richiama la regione a misure più rigorose”.

“Ritengo che la situazione vada presa per quella che è- sottolinea il segretario della Cgil– una situazione cioè difficilissima che richiede una terapia d’urto. Dal canto nostro- aggiunge- riteniamo indifferibile la costituzione di un tavolo permanente sulla crisi finanziaria della Regione presso l’assessorato all’economia  e la convocazione prima della chiusura estiva di una sessione speciale dell’Ars su questi temi”.

Il segretario della Cgil sottolinea alcuni dati che danno conto delle difficoltà finanziarie in atto. “Sull’indebitamento- dice- siamo allarmati. Infatti, se sommiamo i residui passivi, pari a 5,3 miliardi, ai residui passivi in perenzione (9,5 miliardi) e all’indebitamento complessivo (mutui), che ammonta a 5,3 miliardi,  arriviamo  a 20 miliardi di indebitamento totale. Questa cifra, se rapportata ai 15 miliardi di residui attivi, da sfoltire visto che una buona parte non sono esigibili, ci dà l’esatta misura della crisi finanziaria e patrimoniale della regione”.

La Cgil rileva inoltre che “anche nel  2013 si è registrato un risparmio pubblico negativo, si è in pratica speso più di quello che è entrato in cassa”.  “Preoccupanti” inoltre, per Pagliaro, sono “l’aumento delle spese correnti impegnate, passate da  15,4 a 16,4 miliardi (+6,3%) e la diminuzione invece della spesa in conto capitale impegnata, diminuita del 38%”. Un dato che “allarma ancor di più- afferma il segretario della Cgil- dal momento che siamo alla fine del ciclo di spesa 2007/ 2013”. A conferma della diminuzione degli investimenti, la contrazione superiore ai 150 mila euro dei lavori pubblici appaltati. “Che il quadro sia difficile – sostiene Pagliaro- è fuor di dubbio a un’attenta lettura dei documenti. Se il governo regionale non affretterà il passo in direzione del risanamento dei conti e di una diversa politica di bilancio – conclude- ci ritroveremo al prossimo giudizio di parifica con gli stessi problemi e la Sicilia avrà probabilmente fatto ancora un passo indietro”.

Il giudizio di parifica della Corte dei conti “non ci dice niente di nuovo – sostiene la Cisl.  “E’ l’ennesima conferma dell’estrema fragilità strutturale di Regione, enti locali e società partecipate”. Per il sindacato guidato in Sicilia da Maurizio Bernava, “sono fuori luogo e anche indice di irresponsabilità le dichiarazioni giustificazioniste del presidente della Regione e il suo continuo chiamare in causa le gestioni politico-amministrative degli anni passati”. “I pronunciamenti della Corte – scrive la Cisl – non sono pagelle. Sono un richiamo alla responsabilità della classe dirigente perché la situazione nell’Isola non è più sostenibile sul piano economico, sociale e amministrativo”.

“Serve – afferma Bernava – un vero cambiamento attraverso un piano complessivo di ristrutturazione, recupero di risorse, riorganizzazione dei sistemi e messa a reddito di servizi e personale. Di Regione, enti locali e società partecipate”. Pertanto, basta con le finzioni: del governo. E anche del sindacato. È per questo che “sabato – ricorda Bernava – nel corso del confronto a Palazzo d’Orleans, abbiamo ribadito la disponibilità della Cisl a dare un contributo propositivo e ad assumersi ogni responsabilità per la parte che le compete e anche sul piano degli inevitabili sacrifici”.

 Di tutt’altro tenore la valutazione della Uil“La Corte dei Conti conferma un quadro problematico e purtroppo già noto. L’attuale Governo regionale ha ereditato, infatti, una situazione debitoria pesante che malgrado gli sforzi non è semplice da risanare. La Uil è già pronta a fare la sua parte per migliorare l’efficienza della Pubblica amministrazione garantendo sempre i lavoratori ma tagliando gli sprechi”.

“In questo momento delicato per la nostra regione – dice il segretario generale Claudio Barone – il sindacato deve fare la propria parte senza invadere o confondersi, come troppo spesso accade, con la politica. Già sabato scorso, al tavolo di confronto con il presidente Crocetta, abbiamo anticipato proposte precise e verificabili. Come ad esempio la costituzione di un bacino unico del personale delle Partecipate e l’omogeneizzazione dei trattamenti economici per consentire la riorganizzazione del settore ed evitare sprechi e clientele. Confermiamo la piena disponibilità – continua il leader della Uil – a contrattare sui processi di mobilità del personale tutelando i diritti dei lavoratori per garantire migliore efficienza e togliere l’alibi a consulenze e long list che sino ad oggi hanno fatto lievitare i costi. Ma è bene ricordare che a un’azione di spending review deve seguire un rilancio dell’economia. Senza favorire investimenti e nuova occupazione, infatti, non c’è risanamento”.