Alla fine il salva imprese è passato. Alle 20,35 la norma che permette di sottoscrivere il mutuo da 1 miliardo e procedere al pagamento dei debiti nei confronti delle imprese è stata approvata grazie alla “desistenza” delle opposizioni che si sono astenute restando in aula al momento della votazione.

Alla fine sono stati 42 i sì, 16 i no e 10 gli astenuti che hanno favorito questa approvazione. immediato l’intervento del presidente della Regione che ha tenuto a precisare “Il governo non considera questo voto come una fiducia accordata all’esecutivo o come un risultato dello stesso governo ma ringrazia tutti i deputati per il senso di responsabilità dimostrato”.

Il “patto di desistenza, era apparso chiaro già a fine mattina.

A sollecitare la sua approvazione oggi anche gli industriali che sottolineavano, in una intervista a BlogSicilia, come una Regione credibile non possa che pagare i propri debiti.

Ndc e Forza Italia avevano dato chiari segnali di astensione dal voto. Una scelta che rappresenta, in pratica, una vera e propria desistenza. Restando presenti in aula e non votando, infatti, i deputati di Ndc e Forza Italia hanno abbassato la soglia di maggioranza permettendo che l’approvazione arrivasse con un numero di voti minore rispetto alla maggioranza assoluta.

“Voi giornalisticamente potete anche chiamarlo patto di desistenza – conferma Nino D’Asero – ma in realtà dimostriamo solo che noi siamo una opposizione responsabile. Si sono ottenuti risultati importanti in commissione come la limitazione al 2,50% del tasso massimo di interesse per questo mutuo che prima era previsto per oltre il 4 e mezzo per cento. In seconda analisi è passato l’emendamento che evita che la tassazione regionale resti al massimo dopo il 2015. tutti risultati che ci convincono a far sì che il ddl passi anche per dare respiro alle imprese ed all’economia siciliana”.

Analoga posizione quella di Forza Italia “Ho parlato con i cugini, come li definisce lei, di Forza Italia – aggiunge D’Asero – e siamo d’accordo. Restano da affrontare altri temi come il nuovo avvio di una trattativa con lo Stato per chiudere tante partite aperte sulle quali Roma potrebbe anche fare anticipazioni alla Sicilia. Certo preoccupano i nuovi tagli legati al decreto Irpef del governo Renzi che sembra valga circa 70 milioni di euro. Vedremo!”.

A fare opposizione vera, invece, era rimasto, ma per non più di un paio d’ore, Antonello Cracolici, lo sconfitto del Pd. Interventi a raffica i suoi contestando le norme una per una ad iniziare dai “proclami” sulla riduzione delle tasse, norma che “fa a cazzotti col diritto commerciale e tributario. in questo tema – dice – meno si scrive meglio è o si rischiano contenziosi. C’è poi il tema dell’Iva. Iscriviamo in bilancio 40 milioni invece degli 85 previsti e poi si scrive che se non entreranno si farà fronte con la terza rata dei trasferimenti ai comuni. Delle due l’una – dice Cracolici – ho stiamo iscrivendo entrate false e ci prepariamo a scavare un nuovo buco oppure stiamo mettendo le basi per un contenzioso col commissario dello stato”. Cracolici ha contestato, poi, l’anticipazione da 40 milioni a Riscossione Sicilia e dimostra l’intenzione di dare battaglia su tutta la linea.

Ma anche il primo cuperliano di Sicilia alla fine annunciava che avrebbe votato questa manovra. “Il provvedimento esaminato oggi in aula è profondamente diverso dal testo che era stato presentato lo scorso luglio – dice Cracolici -. Quella ‘prima versione’ voleva scaricare il peso del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese tutto sulle spalle dei siciliani, con un ulteriore aumento di Irpef e Irap. Grazie al nostro intervento il testo è stato migliorato, evitando l’aumento di imposte: il voto favorevole al ddl è un atto di responsabilità perché questo provvedimento dà una mano alle imprese e all’economia dell’isola”.

“Resta un punto centrale da affrontare – conclude Cracolici – bisogna rinegoziare il rapporto fra Stato e Regione. Se il governo si occupasse di questo invece di inserire ‘norme spot’ come quella che promette genericamente di ‘ridurre le tasse’, farebbe un servizio migliore alla Sicilia”.

Ma la maggioranza, oggi. ha litigato ben più di così. Poco prima dell’aula il governatore si è visto costretto a riunire d’urgenza la giunta intanto per completare le formalità necessarie ai pieni poteri agli assessori e per approvare formalmente l’ultima versione del maxi emendamento al testo di legge in aula. Durante la sospensione dei lavori d’aula per permettere la riunione di giunta, però, Crocetta ha approfittato anche per incontrare, separatamente, i deputati del suo Megafono scontenti della piega che le cose stanno prendendo. Il capogruppo era pronto a dimettersi, anche se smentisce, ma è stato fermato proprio dal presidente della Regione. il gruppo rivendica la propria primogenitura e contesta al presidente di essersi messo nelle mani di Articolo 4 a Drs.

Polemiche che non guastano la “festa” a Lino Leanza pronto a commentare con soddisfazione l’approvazione: “L’approvazione del ddl pagamenti è un ottimo risultato al quale Articolo 4 puntava da tempo. Pagare servizi e forniture, far fronte agli impegni assunti dalla pubblica amministrazione è un atto dovuto oltre che importante. I debiti vanno pagati. Questo provvedimento rappresenta anche una boccata d’ossigeno per l’economia siciliana visto che metterà in circolo denaro. Va dato atto alle opposizioni di aver tenuto un comportamento serio e responsabile nell’interesse della Sicilia”.

“Il prossimo passo – conclude Leanza – è quello di accertarsi che in futuro l’amministrazione operi con correttezza e che i pagamenti avvengano nei tempi che l’Europa indica ed applica e dunque nell’arco di 30, 60 o 90 giorni”

Nella maggioranza, divenuta ormai minoranza, non si smette di litigare, dunque, mentre Crocetta riesce a far breccia nelle opposizioni. Di fatto l’esperienza del governo di minoranza rischia di risultare ancora una volta vincente, e non solo in occasione di questo provvedimento, per un Presidente della Regione che insiste nel definire i conti a posti e la situazione sotto controllo