“In una fase in cui c’è un centrodestra che presenta la mozione di censura alla Scilabra, un cedimento nel centrosinistra è segno di assenza di solidarietà degli alleati e soprattutto può far pensare che io abbia rinunciato alla battaglia per il rinnovo del settore della formazione”.

Il presidente Crocetta esce dal silenzio durato tre giorni sul rimpasto (ad eccezione della conferma della revoca degli assessori) e detta la sua ricetta per il futuro superando a sinistra gli alleati. Lo fa a margine di un incontro all’Ars e insiste nella sua difesa a oltranza dell’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra.

Agli alleati chiede di superare le tensioni non per la nuova giunta ma attraverso un patto di legislatura: “Mi auguro che i partiti abbiano il coraggio di presentare le proposte con una sintesi che permetta un piano di governo di tre anni. “Nel momento in cui faranno le loro scelte però, non accetterò cambi di passo, i apriti colgano l’occasione di fare proposte vere e innovative ora, ma dopo che lo hanno fatto nessuno si
lamenti”.

“L’azzeramento è un azzeramento, ma non significa che chi è già stato in carica non possa restare” dice Crocetta confermando le voci che circolano da tempo: “Stiamo dando avvio ad un nuovo inizio che potrà vedere elementi nuovi, più elementi di novità introdurremo e meglio
sarà, per dare un segnale forte. Ma serve una valutazione sulle cose che hanno funzionato e su quelle che non hanno funzionato. Non difenderò quelle che secondo me non hanno funzionato. Il messaggio forte -secondo Crocetta- è la difesa della linea politica intrapresa nella Formazione, ieri sera da alcuni alleati venuta fuori esigenza politica di completare quel lavoro intrapreso dalla Scilabra. La coalizione si aspetta una
continuità e il completamento del lavoro iniziato”.

Insomma sembra proprio il momento di cambiare tutto per non ambiare nulla: “Se cambieranno gli assetti interni dei gruppi, non procederò più ad un nuovo rimpasto, non accettero’ cambiamenti, sappiano fare ore le scelte definitive. Voglio rapidamente un governo che governi per tre anni”.

Nella composizione della nuova giunta, ha sottolineato Crocetta, “E’ chiaro che le scelte degli assessori dovranno piacere anche a me, superare i miei paletti che sono quelli della serietà, della competenza, novità, trasparenza”.

Nell’incontro con la stampa a Palazzo d’Orleans, poi, il governatore ripercorre i provvedimenti assunti ieri della giunta a iniziare dal prepensionamento di 1400 operatori della formazione per il quale sono stati reperiti 35 milioni di euro. Con lui al tavolo ci sono 5 degli assessori uscenti: Giusy Furnari. salvatore Calleri, Patrizia Valenti, Nelli Scilabra, Michela Stancheris e Piergiorgio Gerratana.

“Fra poco avvierò le consultazioni – dice Crocetta – sarebbe paradossale se i partiti dopo avermi chiesto l’azzeramento adesso non cambiassero nulla. Dobbiamo avere il coraggio di analizzare la situazione e fare un passo avanti. Non mi aspetto proposte che siano valide per sei mesi per poi ricominciare ma di dar vita ad una giunta che ci dia continuità”.

Sui piccoli dissapori apparsi in nottata durante il vertice Crocetta getta acqua sul fuoco “solo piccole divergenze caratteriali con Giovanni Pistorio – dice sorridendo – anche con Articolo 4 c’è stata qualche divergenza nell’analisi del passato ma non ci sono divergenze sul da farsi in prospettiva presente e futura”.

“Non credo che i partiti mi metteranno di fronte ad un aut-aut perché questo non si può accettare, penso che i nomi andranno concordati. Certo la Sicilia non può permettersi una lunga crisi di governo in un momento come questo nel quale si rischia un buco di bilancio di proporzioni senza precedenti”