Il vertice – quello ufficiale non le conversazioni o i tavoli di contrattazione separata che il governatore Rosario Crocetta ha rivendicato in questi giorni – si tiene oggi. Anzi no, domani. E già il rinvio può far pensare ai ‘malpensanti’ che qualcosa di contraddittorio nell’interlocuzione fra il Pd siciliano, continui ad esserci. La domanda, comunque, è sempre la stessa: basterà un vertice per chiarire i motivi che ostacolano il sereno rapporto fra il Partito democratico siciliano e il governatore Rosario Crocetta?

O forse, ancora meglio, sarà sufficiente una stretta di mano per garantire un patto d’onore fra le parti interessate? O forse a partire già dal giorno dopo, le interpretazioni degli eventi e degli accordi, non posizioneranno il Pd siciliano da un lato e ancora una volta il suo presidente dall’altro? Nonostante la benedizione al chiarimento sia arrivato direttamente dalla segreteria nazionale del Pd per voce e consiglio del vicesegretario, Lorenzo Guerini.

Al vertice di domani, oltre al segretario del Pd, Fausto Raciti saranno presenti il capogruppo Baldo Gucciardi, sostenitore di quella mediazione necessaria fra Crocetta e il partito che dirige all’Ars, l’ex segretario Giuseppe Lupo, che nonostante la presenza in aula di un assessore che lo rappresenta, si è smarcato dal sostegno ad ogni costo della giunta regionale, e l’ormai eterno nemico, Antonello Cracolici che da tempo sostiene la necessità di un cambio di passo nel lavoro del governo.

Uno scontro all’arma bianca più che un confronto che non offre alcuna rassicurazione sul futuro di questo accordo e soprattutto sulla riscrittura del programma di governo che pretende il Pd di fronte ad una posizione netta di chiusura del governatore che più volte ha ribadito: “Il programma non lo detta il partito”.