Ancora poche ore per la presentazione delle liste. Il termine scade alle 20 di stasera. All’appello, tra le altre, manca ancora la lista del Pdl. Il partito di Berlusconi e Alfano è nel caos per il caso Cosentino, l’ex sottosegretario campano non intende raccogliere l’appello del Cavaliere che gli ha chiesto  “un atto di generosità”. Appello che è stato raccolto invece da Marcello Dell’Utri.

Intanto, Enrico La Loggia ha deciso di non ricandidarsi. “Ho chiesto al segretario del mio partito, Angelino Alfano, di non derogare in mio favore alle regole deliberate per la scelta dei candidati alle prossime elezioni politiche”, ha detto in una nota il presidente della commissione parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale. “Dopo quasi vent’anni di esperienza parlamentare e di governo, con Forza Italia prima e con il Pdl poi sono convinto dell’opportunità di un ampio ricambio e dell’utilità di un largo coinvolgimento di esponenti della società civile”, ha aggiunto La Loggia che ha concluso assicurando: “Continuerò comunque le mie battaglie per la Sicilia anche fuori dal Parlamento”.

Il segretario Alfano ha espresso “grande apprezzamento per le parole di alto significato e per il gesto di disponibilità nei riguardi del partito che oggi il presidente Enrico La Loggia ha ancora una volta dimostrato. Solo un grande uomo che ha dato un contributo prezioso nel suo percorso politico, può immaginare di darne ancora in altre forme, altrettanto importanti, che vedranno la continuazione del suo impegno in Sicilia e per le sue utili battaglie nel Pdl”.

Nel centrodestra, non si ricandideranno anche gli uscenti di Grande Sud Salvo Fleres, Francesco Stagno D’Alcontres e Ugo Grimaldi: “Chi come noi – hanno scritto in una nota – ha avuto l’onore di rappresentare il popolo siciliano per diverse legislature, deve mostrare serenità e buonsenso, favorendo l’avvio di una fase complessa, ma necessaria”. I tre uscenti arancioni però lanciano anche una ‘frecciata’ a Miccichè per la scelta di allearsi con il Pdl: “Le decisioni assunte, tuttavia, rischiano di sconfiggere quei valori per i quali le scelte precedenti erano state compiute, travolgendo l’idea di Meridione forte, onesto e produttivo per il quale intendiamo continuare a batterci”, concludono gli uscenti di Grande Sud.

Il deputato regionale Pippo Gianni lascia invece il Pid-Cantiere popolare perché non ha condiviso la scelta di Berlusconi di allargare l’alleanza a Miccichè e a Lombardo. Gianni all’Ars aderirà al gruppo misto, mentre alle Politiche appoggerà il Centro democratico di Tabacci. “Ho voluto rendere nota questa decisione mentre le liste sono ancora aperte per evitare qualsiasi strumentalizzazione – ha spiegato Gianni –. Non nascondo la mia forte perplessità a continuare a svolgere l’attività politica nell’alveo del centrodestra. Spero che non si dimentichi mai chi è stato Raffaele Lombardo e cosa ha provocato negli ultimi quattro anni all’economia siciliana”.

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