C’è solo la matematica a mantenere il Catania nella massima categoria. Un calcolo aritmetico che in quanto tale non tiene conto di una condizione psicologica difficilissima e di un clima pesante. Il Catania sta scrivendo i titoli di coda alla sua Serie A e tocca a Maurizio Pellegrino raccontare cosa è successo sul campo e cosa dovrà accadere ancora.

“Dal punto di vista mentale diventa tutto difficile, ma abbiamo il dovere di provarci fino alla fine”, dice a Verona il tecnico rossazzurro che non nasconde la prova deludente della sua squadra.

“Potevamo fare sicuramente meglio – commenta – e i primi 10 minuti dovevano essere un campanello d’allarme, avevamo capito che non eravamo entrati da subito in partita, speravamo che i minuti passassero e invece è arrivato il gol e nella situazione in cui siamo non è semplice reagire, anche se ci abbiamo provato”.

Pellegrino ripropone il tema della professionalità, un concetto che ha portato avanti da quando ha assunto la guida della squadra dopo il secondo esonero di Rolando Maran:  “Quando si ha in mente solo di lavorare e di essere professionali fino alla fine si fa meno fatica”. Infine l’istantanea sul Catania fanalino di coda: “La situazione non è bella, quotidianamente la si vive con difficoltà, ma siamo anche coscienti che il campionato bisogna finirlo bene”.

Domenica al Massimino arriva la Roma di Garcia: una gara complessa davanti al pubblico di casa che non sappiamo come reagirà dopo la batosta di oggi a Verona, uno schiaffo che ha spento l’ultima flebile fiammella di speranza sulla permanenza del club rossazzurro nella massima categoria.