Recuperare la conoscenza del pesce povero ed incrementarne la commercializzazione ed il consumo. Non sono certo problematiche nuove al settore pesca, ma nell’ultimo periodo l’attenzione focalizzatasi sembra trasformarsi in concretezza attraverso il compimento di progetti realizzati ad hoc. Tra questi vi è la Misura 3.4 Fep Sicilia – Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori attraverso la valorizzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura siciliana dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (IZSSi) conclusasi proprio ieri.

Si è trattato di un seminario di presentazione dei risultati del progetto che si è tenuto presso una delle più importanti borgate marinare della regione, ovvero Aspra. Qui, presso la “fiabesca” sede del Museo dell’Acciuga dell’azienda ittico conserviera Balistreri Girolamo&C. e mirabilmente diretto dal fratello Michelangelo, si sono confrontati esperti di settore tra medici veterinari, studiosi, medici, giornalisti, operatori del settore pesca, chef ed imprenditori.

“Siamo molto soddisfatti del progetto e di questo seminario conclusivo. – commenta Calogero Di Bella, responsabile scientifico dell’IZSSi – Abbiamo affrontato le criticità consapevoli della necessità di migliorare i prodotti ittici siciliani nell’ottica della corretta comunicazione. E’ ad esempio poco conosciuto che la sarda contenga una maggiore quantità di Omega3 rispetto all’acciuga. Allo stesso tempo dobbiamo salvaguardare le nostre tradizioni: l’UE ha solo bisogno che gli vengano comunicate regole ferree ma nessuno impedisce di tornare a praticare la salatura dell’acciuga nei barili di legno di faggio. Pratica che sicuramente conferisce al pesce aromi e sapori non paragonabili ai barili di plastica”.

Incentivare la promozione, la commercializzazione ed il consumo dei pesci “poveri” è stata del resto la tematica del progetto in perfetta sintonia con gli importanti temi, oramai divenuti quotidiani e necessari, legati alla sostenibilità.
Ma quali sono questi pesci “poveri”? Pesce sciabola, menola, sardine, acciughe, tonno alalunga, sugarello e lanzardo. Definiti poveri soltanto per il loro basso costo.

Prodotti ittici che sono stati oggetto di studio in questi mesi, sia dal punto di vista scientifico, cercando di rintracciare e raggruppare tutte le caratteristiche organolettiche e le proprietà nutritive; sia dal punto di vista “socio-culturale”, individuando assieme a chef, associazioni culturali ed enogastronomiche le ricette antiche legate a questi prodotti.

“Occorre metterci insieme per creare valore”, ha esordito Simone Santi, delegato in Italia della Confederacao Empresarial da Comunidade dos Paises de Lingua Portuguesa, durante la conferenza.

Si è trattato anche di una missione incoming di carattere internazionale che ha visto la partecipazione di operatori del settore ittico coinvolti ad Expo che ha creato le premesse ai futuri rapporti tra gli imprenditori siciliani ed operatori dei paesi rappresentati Tra questi anche il maestro chef giapponese Tastumoto Katsuya: “Dove c’è pesce c’è Giappone. Progetti come questi li ritengo molto interessanti da condividere con i corsi che realizzo”. Katsuya organizza infatti corsi di cucina presso “Teatro 7 Scuola di Cucina” di Milano e tra i prossimi ci saranno quelli dedicati al pesce “povero” siciliano.

Tutte attività dedicate alla promozione di quest’ultimo: “L’economia della pesca è sottovalutata. – osserva Pietro Schembri dell’Assessorato della Salute Servizio 4 Sicurezza Alimentare – Dai dati emerge che il nostro pescato è sicuro e che la nostra regione è anche “maestra” nell’arte della trasformazione. Tuttavia occorre valorizzare e rilanciare il settore”.
Un settore che lentamente muore: “Da quando ero bambino ad oggi – racconta Franco Sclafani dell’azienda ittico conserviera Bluemar – le aziende ittiche a Sciacca sono scese da 100 a 13”.

Tra gli altri interventi, moderati da Domenico Targia del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, quello di Giuseppe Barbera, medico veterinario dell’IZSSi; Vincenzo Marinello dell’Università Kore di Enna; Federica Ricaldi, rappresentante di “Best of Italy Consumers Associations”; Nadia Lahhan inviata di Al Jazeera; Chiara Porati editor della rivista “Cibi-Expo”; Francesco Zizzo, direttore tecnico dell’“Associazione Nazionale Autonoma Piccoli imprenditori della Pesca”; Ignazio Carreca, già professore di Oncologia Medica; Natale Amoroso, presidente dell’O.P. Pesca di Trapani e Antonino Iozza Manager di Leonardo Business Consulting.

Un seminario allietato dalle musiche del chitarrista bagherese Francesco Martorana e da un buffet finale a base di prodotti ittici di Aspra.

Questa tappa conclusiva ha visto precedenti incontri a Milano presso le sedi di World Expo Commissioners Club (WECC), Expo4Business, Eataly Milano Smeraldo e in vari importanti pescherie, ristoratori e scuole di cucina.

A collaborare con l’IZSSi la Leonardo Business Consulting, società leader nei processi d’internazionalizzazione.