La Sicilia come porta d’ingresso in Europa di petrolio e gas iraniano non controllati? E’ questo il timore che, secondo ‘L’Espresso’ e ‘la Repubblica’, avrebbero i funzionari della Cia che – a fine dell’estate scorsa – avrebbero incontrato ex assessori regionali all’energia e funzionari.

A far mettere in moto gli investigatori d’Oltreoceano, la notizia di una richiesta che due società straniere volevano raffinare in Sicilia ben 5 milioni di tonnellate di greggio iraniano, ma anche l’espandersi nell’isola della russa Lukoil, che ha acquisito un altro pacchetto azionario della raffineria Erg di Priolo e punterebbe al gas.
Per quanto riguarda la vicenda greggio, non ha avuto alcun seguito, anche perchè nel frattempo il consiglio dell’Unione europea ha introdotto limitazioni commerciali nei confronti dell’Iran.

Ad ogni buon conto, l’allora assessore all’Energia, Pier Carmelo Russo, decise di informare della richiesta il presidente del Copasir, Massimo D’Alema ed il questore di Palermo, Alessandro Marangoni.

In una nota diffusa oggi Russo, nega di essere stato ‘interrogato’ da funzionari Cia (che, peraltro, non ne avrebbero alcun titolo) ma conferma che l’unica attività, di tipo strettamente burocratico, “che ho svolto è stata quella di informare gli organi preposti sulla possibilità che petrolio iraniano venisse lavorato in Sicilia, e che tale attività non pareva consentita dai vigenti regolamenti europei”.

“Nessun altro contatto – dice Russo –  ho mai più avuto dal 11 agosto 2010 ne’ con le società che avevano formulato tale richiesta stessa ne’ con chi asseritamene le rappresentava”.
L’altro timore della Cia, ricostruito da ‘L’Espresso’, rigurderebbe il gas.

Pare infatti che la Lukoil e gli alleati della Gazprom potrebbero entrare anche nel business del metano. In particolare il rigassificatore di Melilli, gradito al ministro Stefania Prestigiacomo e autorizzato dalla regione siciliana, potrebbero essere gestiti proprio dai Russi.

Proprio quella Russia dalla quale l’Italia, asseritamente, si vorrebbe affrancare e non dipendere più come fornitura di gas.