La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta sullo sversamento di idrocarburi avvenuto stamani nel fiume di Gela. I reati ipotizzati sono disastro colposo, inquinamento delle acque e dei terreni circostanti, emissioni nocive. La fuoriuscita di 25 metri cubi di materiale, per cause in corso di accertamento è avvenuta dall’impianto Topping, all’inizio del processo produttivo della raffineria, che è stato posto sotto sequestro. Sul posto mezzi antinquinamento e una motovedetta della capitaneria di porto per circoscrivere la sostanza inquinante, che ha interessato solo 500 metri circa di mare antistante alla foce del fiume. Adesso la Procura dovra’ valutare eventuali responsabilita’.

Intanto l’Eni ha diramato una nota alla stampa nel tentativo di tranquillizzare i cittadini: “E’ stata riscontrata oggi la presenza di idrocarburi nello scarico di acqua mare nei pressi della Raffineria Eni di Gela” – si legge nel comunicato della Raffineria – “Dopo avere informato immediatamente la Capitaneria di Porto, sono state messe in atto tutte le azioni necessarie a circoscrivere il fenomeno, attraverso il posizionamento di panne assorbenti e di contenimento e l’intervento e di alcune unità di auto spurgo lungo il canale interno ed esterno alla raffineria, in prossimità dello scarico”.

“Contemporaneamente – prosegue la nota della Raffineria – il personale dell’impianto ha individuato la causa della perdita nel disservizio di uno scambiatore. Si è così provveduto a chiudere le valvole e fermare l’impianto. Già nelle prime ore della mattina lo scarico interessato presentava le normali caratteristiche di trasparenza. Da una stima preliminare, il quantitativo di idrocarburi confluiti nel canale è dell’ordine di un metro cubo (lo scarico anomalo era costituito una miscela di acqua mare 90 % con mix di idrocarburi 10%). E’ stato attivato il piano di emergenza ambientale di Stabilimento ed il piano di emergenza esterno in coordinamento con la Capitaneria di Porto. Attualmente le operazioni in atto stanno tenendo tutto sotto controllo e la macchia d’olio è in fase di recupero”.

Una posizione che non convince il presidente della Regione, Rosario Crocetta che proprio ieri a Gela aveva annunciato l’avvio di un piano straordinario sanitario nelle aree industriali dell’Isola anche in risposta ad un articolo pubblicato dall’Espresso che denunciava le condizioni del polo petrolchimico di Gela e il rischio sanitario.

“L’ennesimo episodio di sversamento a mare di petrolio proveniente dalla raffineria di Gela, all’indomani di una giunta di governo che proprio a Gela ha stabilito di potenziare nelle aree industriali siciliane le strutture di prevenzione sanitaria e cura sulle malattie tipiche dell’industrializzazione, obbliga il governo della Regione ad elevare il livello di soglia dei controlli da effettuare in quei siti”, ha detto Crocetta annunciando la convocazione dei vertici Eni. “Ritengo – ha detto ancora Crocetta – che in questi siti bisogna organizzare in loco task force specifiche composte da Arpa, Genio civile, Asp e uffici ambientali delle province, per esercitare un’azione continua e costante di controllo. Da tempo, per Gela, sono state concesse le autorizzazioni ambientali, regionali e nazionali, necessarie per rafforzare la sicurezza degli impianti. L’Eni ha sempre assicurato che tali investimenti sarebbero stati realizzati al più presto possibile, mentre non si riesce ad avere un crono programma preciso. I gruppi industriali petroliferi – prosegue il Presidente – dovrebbero cominciare a dirci con chiarezza cosa intendono fare rispetto a impianti che hanno bisogno di tanti investimenti e manutenzioni straordinarie, per renderli compatibili con il rispetto dell’ambiente e la sicurezza e la salute dei
cittadini”.

“Convocherò – conclude il governatore – immediatamente l’Eni, l’Asp, l’Arpa, l’assessorato alla Salute e al Territorio e Ambiente per giovedì prossimo, per approfondire le ragioni di questo ennesimo incidente ambientale, su quali investimenti immediati intende promuovere la raffineria per risolvere la situazione in maniera definitiva”.

INTANTO I CONSUMATORI PREPARANO UNA CLASS ACTION

LEGAMBIENTE AVEVA LANCIATO L’ALLARME DIVERSE VOLTE

APPENA IERI L.A GIUNTA AVEVA ANNUNCIATO UN PIANO SANITARIO STRAORDINARIO PER GLI ABITANTI DELL’AREA

PER IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DELL’ARS DISASTRO FIGLIO DI SCELTE ECONOMICHE SDBAGLIATE