E alla fine fu nulla di fatto. Dopo 4 ore e mezza di discussione interrotta per una ventina di minuti dal malore del presidente della Commissione Lavoro Marcello Greco, la Commissione ha deciso di non decidere nulla. Sul flop day ogni pronunciamento di natura politica è rinviato di 8 giorni.

Otto giorni di tempo che serviranno al governo per cercare di mettere in riga tutti gli attori di questa vicenda, che serviranno a ricomporre pezzi di maggioranza imbarazzata che proprio non sapeva come difendere l’operato dei propri esponenti. La decisione di rinviare tutto è stata assunta proprio dal Presidente Greco, ripresosi dal malore, giusto per dare la parola agli ultimi interventi e decidere sul rinvio. la motivazione ufficiale ci sta tutta: permettere al governo di raccogliere e presentare tutti i documenti mancanti e giungere in Commissione con una idea su come si esce da questa impasse.

Ma Greco, esponente della maggioranza (Pdr ovvero ex Drs, per dirla breve il movimento dell’ex Ministro Cardinale che proprio oggi per la prima volta esce allo scoperto per dire che bisogna salutare i tecnici e dar vita ad un governo politico) che pure non era stato tenero con l’assessore Scilabra nelle ultime ore, è andato oltre chiedendo al governo di presentarsi anche con una idea precisa per l’impiego dei 1753 sportellisti che hanno la professionalità per essere utilizzati nel Piano Giovani, per incrociare domanda ed offerta in maniera decisamente migliore rispetto a computer che vanno in tilt e con approccio umano e professionale.

Le oltre 4 ore di commissione, però, non sono state prive di “motivo di esistere”. Durissimo lo scontro fra la dirigente generale Anna Rosa Corsello e l’assessore Scilabra. “Tutto è stato fatto per ledere la mia professionalità e la mia onorabilità e questo non lo permetto -. ha detto senza mezzi termini la dirigente generale dimissionaria – sulla mia condizione contrattuale deciderà la giunta ma non accetto lo scaricabarile da parte dell’assessore. Ho sempre agito a tutela della parte politica”.

La Corsello è giunta preparata ed ha portato con se carte su carte. Reazione d’impeto, invece, per la Scilabra con la voce tremante per la collera dovuta alla relazione della Corsello “Non  permetto a nessuno di lanciare certe illazioni – dice la giovane assessore – tutto è stato fatto sempre confrontandosi e chiedendo alla dirigente generale le carte prima di ogni dichiarazione stampa salvo poi verificare che le carte fornite dalla dirigente erano false. Su tutto questo si farà chiarezza in altre sedi (giudiziarie ndr) e quanto detto in questa relazione dalla dottoressa Corsello avrà delle conseguenze”.

Breve e poco incisivo l’assessore Giuseppe Bruno che sul Piano Giovani ricorda di non avere competenze e si limita a lamentare di non essere stato consultato dalla dirigente prima del bando contestato del 18 agosto.

Poi un fuoco di fila con le opposizioni che si scagliano contro l’assessore alla Formazione che non può dire di non sapere “Non ho mai visto una simile approssimazione – dice l’ex presidente dell ‘Ars Francesco Cascio, “Lei è politicamente responsabile di ciò che avviene nel suo assessorato non può scaricare le colpe sui funzionari e la sede per chiarire è questa – dice Nello Musumeci – questo è un Parlamento e qui, non altrove, bisogna fare chiarezza”.

Fra Scilabra e Musumeci si sviluppa anche un  battibecco quando l’assessore lancia accuse a chi è venuto prima di lei e a chi vuole sabotarla “faccia nomi e cognomi -. dice Musumeci – non accetto accuse generiche gettate nel mucchio”. Ma lei, la Nelli regionale, insiste e ricorda di non avere “figli, genitori, fratelli o fidanzati assunti da qualcuno”.

“Assessore faccia un passo indietro e questo sarà apprezzato o sarà mozione di sfiducia” – le dice il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone – ma il vero imbarazzo arriva quando la parola passa ai deputati di maggioranza. Critico Filippo Panarello che si dice preoccupato. Si arrampicano un po’ sugli specchi gli altri esponenti del Pd e non soltanto fino a quando, durante  l’intervento di Mariella Maggio, non arriva il malore di Greco. Un bello spavento perché il deputato  finisce a terra lungo disteso e viene subito soccorso dai tanti colleghi deputati medici. Forze il caldo, forse lo stress, si riprenderà abbastanza bene e velocemente facendo passare lo spavento.

Ma mentre in Commissione Figuccia fa eco a cascio che aveva parlato di fallimento del Governo intero (come, peraltro anche lo stesso Musumeci) e sottolinea l’assenza del Presidente della Regione che “sarebbe dovuto essere al fianco della sua giovane assessore peraltro scelta da lui e nominata nonostante la contrarietà del suo partito”, dall’alto delle sue stanze Crocetta decide di intervenire per iscritto con una nota nella quale manda a dire nessuno pensi di tornare indietro”.

Insomma parlate pure, fate tutte le commissioni che volete tanto decido io e qui non cambia nulla. La Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 3 settembre alle 11. Per quella data bisognerà avere le idee chiare e dirimere la contesa su chi vorrebbe le dimissioni dell’assessore, chi richiama alla responsabilità politica e Crocetta che sembra intenzionato, ancora una volta, a non ascoltare nessuno. nel mezzo Nelli Scilabra che ribadisce: “Di tutto questo c’è chi dovrà rispondere nelle sedi opportune” che evidentemente non sono quelle politiche