“Tutto è stato fatto per ledere la mia professionalità e la mia onorabilità e questo non lo permetto”. Così Anna Rosa Corsello, dirigente generale della Formazione professionale e del Dipartimento Lavoro, si difende e contrattacca davanti alla Commissione lavoro dell’Ars convocata in via straordinaria sul flop del click day che è stata sospesa poco dopo le 14 a causa di un malore che ha colto all’improvviso il presidente Marcello Greco che stava coordinando gli interventi. I lavori sono ripresi alle 14.40, e si arrivati ad una prima conclusione: la Commissione salva dirigente e assessori.

Dopo oltre 3 otre di dibattito, infatti, si va verso il rinvio di una settimana. I deputati chiedono al governo ed alla burocrazia di definire tutti gli incartamenti per potersi pronunciare e di indicare la via d’uscita dall’impasse nella quale il Piano Giovani è finito.

Oggi intanto la dirigente generale Corselloha annunciato le proprie dimissioni ed ha attaccato la Scilabra: “Ricordo che nell’incontro con Italia Lavoro era presente l’assessore Scilabra. Fui io a lamentare l’esborso richiesto che serviva solo a detergere la fronte dal sudore dei regionali“.

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“Fu l’assessore in seguito a lamentare che la mia reazione era stata esagerata – ha proseguito la Corsello – solo dopo sollecitazione dell’assessore chiesi a Ett di farsi carico della procedura del click day voluta da Italia Lavoro. Era l’unica via d’uscita per evitare il rinvio del bando. A maggio scrissi chiaramente sul mio decreto quale fu la procedura”.

Anna Rosa Corsello, durante l’audizione, ha aggiunto:”Auspicavo di interrompere il rapporto con Italia Lavoro ma l’organo politico aveva fretta. L’assessore dichiarandosi paladina di tutti i giovani che ha invece sacrificato sull’altare della fretta ora vuole scaricare su di me le colpe dell’accaduto”.

“Secondo la dirigente regionale “Sicilia e Servizi non avrebbe potuto gestire il click day nonostante la professata capacità di farlo. Intanto perchè non era stata firmata alcuna convenzione e poi perché occorreva implementare la dotazione tecnica”.

La Corsello fa poi i conti in tasca ad Italia Lavoro alla quale annuncia di aver revocato l’incarico il 18 agosto e lancia il sospetto che parte dei 5 milioni richiesti alla Regione servissero, invece, per mascherare nuove  assunzioni. “Quando chiesi chiarimenti – sottolinea la Corsello – mi rispose, invece, in modo piccato una nota degli.uffici di diretta collaborazione dell’assessore”.

Ascolta e scuote la testa spazientita l’assessore Scilabra,chiaramente contrariata dalla difesa e dal contrattacco della sua ormai ex dirigente generale, fino a quando prende la parola.

“Capisco l’amarezza per quello che sta avvenendo, ma non  permetto a nessuno di lanciare certe illazioni – rilancia l’esponente del governo Crocetta – . Tutto è stato fatto sempre confrontandosi e chiedendo alla dirigente generale le carte prima di ogni dichiarazione stampa salvo poi verificare che le carte fornita dalla dirigente erano false”.

Se la dirigente regionale è stata severa, la replica della Scilabra non è da meno: “Colpisce che la Corsello oggi dica che la procedura potevano farla i centri per l’impiego perché ho le carte in cui lei stessa scriveva il contrario. Non ho problemi a dire che il Piano Giovani l’ho fortemente voluto io”. Quindi Nelli Scilabra alza il tiro:  “Su tutto questo – dice –  si farà chiarezza in altre sedi (giudiziarie ndr) e quanto detto in questa relazione dalla dottoressa Corsello avrà delle conseguenze”.

Durante l’audizione l’assessore alla Formazione difende il Piano Giovani: “Politicamente mi prendo le responsabilità del flop, ma solo politicamente. Ma il Piano Giovani non è finito. E’ composto da 6 bandi. Il piano non è fallito è solo crollato un server”.

“Io non ho fratelli, figli, fidanzati assunti da nessuna parte. Sono tutti disoccupati – ribatte ancora l’esponente della giunta regionale – Io ho 30 anni mentre tutti voi governate da 30 potevate farlo prima il Piano Giovani. Se volete, continuare ad attaccare l’assessore Scilabra, ma non attaccate il Piano Giovani. Sono 100 milioni per i siciliani e stiamo dando uno spettacolo deprimente”.

Ma le accuse generalizzate non piacciono a Nello Musumeci che chiede di identificare gli interlocutori: “Non accetto accusa generalizzata – dice Musumeci – assessore dica chi sta accusando e di cosa”. Segue un battibecco di qualche minuto che non servirà a chiarire il destinatario delle parole dell’assessore.

E’ la volta dell’ex presidente dell’Ars ed esponente di Ncd, Francesco Cascio che non risparmia critiche all’assessore Scilabra.”Siamo qui – spiega – non a celebrare il fallimento del Piano Giovani, come ci dice l’assessore Scilabra, ma di una parte del Piani Giovani che rappresenta il fallimento di un governo”.

Cascio nel suo intervento sostiene di “non avere mai visto una vicenda gestita in maniera così superficiale e dilettantistica”, quindi rivolgendosi a Scilabra aggiunge: “Assessore, qualunque cosa succede nel suo assessorato è una sua responsabilità. Assistiamo al tentativo di scaricare su dirigente su Italia lavoro su Sicilia e servizi ma le responsabilità politiche sono sue. E‘ vero non è fallito il Piano Giovani, ma è fallito il governo. Lei avrebbe dovuto dimettersi e questo spettacolo raccapricciante sarebbe cessato”.

Anche il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, rilancia l’invito alle dimissione:”Sarebbe un atto che le farebbe onore,cara assessore Scilabra, se facesse un passo indietro, ma se così non sarà la mozione di censura è politicamente inevitabile. Se lei non si dimetterá nostro malgrado proseguiremo sulla strada della mozione di sfiducia”.

L’esponente del centrodestra ha anche aggiunto che il suo partito “non vuole bloccare il Piano Giovani, annulliamo tutti gli affidamenti diretti e ripartiamo anche dal contestato bando del 18 agosto che a noi non dispiace”.

Filippo Panarello è il primo deputato della maggioranza a prendere la parola nella seduta straordinaria della Commissione Lavoro: “Esprimo il mio sconcerto da deputato di maggioranza e chiedero al Pd di fare una riflessione su questa vicenda – dice -. Questo governo, che ho sostenuto, deve essere ancora sostenuto, ma a partire da un cambiamento.  I Piani giovani sono partiti in tutta Italia tranne Sicilia e Campania. Bisogna porre rimedio”.

E’ ancora Nello Musumeci, esponente dell’opposizione, a prendere la parola, ma l’ ex presidente della Provincia di Catania fa una premessa: “Sono in imbarazzo nel dover intervenire. Il pericolo di fare demagogia è dietro l’angolo, ma dopo gli attacchi della maggioranza mi sento sollevato”.

Musumeci quindi va giù duro nei confronti dell’intero esecutivo Crocetta: “Questo – dice – è un governo che non governa, non sceglie. Cara assessore, lei non può dire io non sapevo. Lei risponde di qualsiasi atto. Perchè è stato esautorato il centro per l’impiego? Lei accusa poteri oscuri, ma non ha fatto neanche un nome. Ma davvero vuole intestarsi una battaglia che nob le appartiene. Volete rendervi conto che non c’entrate nulla sulla moralizzazione avviata dalle Procure in alcuni casi già dal 2007”.

Infine il leader siciliano de La Destra rivolgendosi a Nelli Scilabra afferma: “Vi siete seduti per raccogliere i frutti di attività di altri. Lei non puó dire in altri luoghi sarà fatta chiarezza. No assessore questo è il luogo in cui deve essere fatta chiarezza perchè questo è un Parlamento”. 

La lista Musumeci all’Ars, però, non ha chiesto le dimissioni della Scilabra: “Chiediamo – conclude Musumeci – quelle del presidente che l’ha scelta anche contro il parere del suo partito. Vivete da 20 mesi nel vostro splendido isolamento e siete lontani mille miglia dalla piazza”.

Poco dopo le 14 i lavori della Commissione hanno subìto una battuta d’arresto a causa di un malore che ha colto all’improvviso il presidente Marcello Greco che stava coordinando gli interventi.  L’esponente dei Drs si è accasciato al suolo ed è stato soccorso immediatamente dai colleghi medici che siedono in commissione Lavoro. Greco ha ripreso conoscenza dopo pochi istanti, ma per maggiore cautela è stato visitato dal medico dell’Ars.

La seduta è ripresa alle 14.40 per il presidente Greco solo i sintomi di un affaticamento.

Dopo oltre 3 otre di dibattito, infatti, si va verso il rinvio di una settimana. I deputati chiedono al governo ed alla burocrazia di definire tutti gli incartamenti per potersi pronunciare e di indicare la via d’uscita dall’impasse nella quale il Piano Giovani è finito.