“Dipartimenti regionale Lavoro e Formazione, in due anni solo fallimenti, sprechi e disperazione sociale. Distruggere è un successo?”. E ancora “Basta sceneggiate…si liberi area lavoro formazione FSE da quel centro di potere causa solo di fallimenti e disastri”.  Sono solo alcuni di oltre una decina di tweet lanciati dal segretario generale della Cisl Maurizio Bernava. un attacco frontale all’intero sistema che ha gestito la formazione professionale ed il Lavoro nell’era Crocetta.

Sono, in fondo, la risposta alla difesa d’ufficio del Presidente della Regione sia all’assessore Scilabra che alla dirigente generale Annarosa Corsello. un colpo alla botte ed uno al cerchio che sembra preludere al non cambiare assolutamente nulla nonostante il disastro del Piano Giovani.

In questo clima da scontro diretto, mentre si fa strada il “negazionismo” rispetto agli eventi che hanno caratterizzato le polemiche estive (in fondo non è successo proprio nulla, i computer si guastano e non è volpa di nessuno) si tiene, questa mattina, la riunione straordinaria della Commissione Lavoro.

Convocata per le ore 11 sembrava potesse essere la solita formalità anche in virtù della composizione della stessa Commissione che vede una maggioranza che rispecchia la maggioranza di sala d’Ercole e dunque che dovrebbe proteggere la giunta, ad iniziare dal suo Presidente, quel Marcello Greco esponente del movimento politico dell’ex Ministro Totò Cardinale che oggi si chiama Pdr proprio quando eravamo appena riusciti ad imparare la sigla Drs con la quale avevano formato il gruppo in Assemblea regionale siciliana all’insediamento.

Non sarà, dunque, una passeggiata in virtù anche del fatto che oltre ai deputati di opposizione (6 su 13) anche la composizione dei deputati di maggioranza in V Commissione non lascia sereni Scilabra e Corsello. Ci sono esponenti di area Pd non proprio “felice dell’operato di Crocetta ed esponenti Udc non proprio allineati con la maggioranza. Insomma sembra quasi la Commissione dei “dissidenti”.

Anche per questo ieri sera il Presidente della Regione ha messo le tradizionali “mani avanti” lanciando la sua difesa pubblica per Scilabra e Corsello. ma difficilmente potrà salvare entrambe. le due donne della Formazione, infatti, sono ormai l’un contro l’altra armate. Ai magistrati la Scilabra ha additato proprio la Corsello come responsabile del disastro e della gestione “sospetta” degli incarichi. In sede di Commissione difficilmente potrà dire cose di segno diverso così come la Corsello non potrà “rimangiarsi” la lettera con la quale metteva nero su bianco un fatto che lei ritiene incontestabile: “L’assessore era presente agli incontri nel corso dei quali si sono deciso gli affidamenti poi decretati”.

C’è, però, il rischio (o la possibilità a seconda dei punti di vista) che tutti questi passaggi politici restino solo un bellissimo esercizio solo ed esclusivamente politico. La riunione della Commissione di oggi così come al mozione di censura che le opposizioni porteranno in aula sono, infatti, strumenti politici “puri” ma la legge non obbliga l’assessore a dimettersi o il presidente a cacciarla qualora fosse sfiduciata, censurata e così via. Così come non obbliga nessuno a revocare il contratto della dirigente generale che è ancora lì, al suo posto, nonostante la pubblica sfiducia da parte di entrambi i suoi assessori di riferimento. E c’è perfino il rischio che il presidente resusciti il nuovo contestatissimo avviso che mette insieme Piano Giovani e Garanzia Giovani. In un passaggio della sua dichiarazione di ieri Crocetta apre, in maniera sibillina una porta: “Ribadisco con chiarezza che il piano giovani riprende – dice – la selezione se sarà considerata non valida, verrà annullata  e tutti i ragazzi potranno partecipare alla nuova. E’ già presente un bando, bisogna solo solo verificare una nuova questione legata ai dati già raccolti che potrebbero essere utilizzati dagli sportelli del lavoro”

Il riferimento potrebbe non essere al nuovo avviso ma a quello precedente, ma la situazione è poco chiara. Insomma alla fine di tutto questo bailamme c’è il rischio (o la possibilità) che tutta questa polemica estiva resti solo il “sogno di una notte di mezza estate” e tutto torni com’era prima delo click day.