L’inchiesta penale non c’è ancora ma non tarderà ad arrivare visto il rimpallo di accuse fra la dirigente (forse già ex) della Formazione, Anna Rosa Corsello, e tutti gli altri protagonisti dell’assurda vicenda del flop day. Intanto sono i giudici contabili ad aver avviato un’inchiesta conoscitiva sul Piano giovani, acquisendo gli articoli con cui la stampa ha raccontato le vicende che riguardano il flop del cosiddetto “Click day” del 5 agosto scorso sui tirocini formativi da 500 euro lordi al mese per gli under 35 siciliani e disoccupati.

Il procuratore Guido Carlino ha dato mandato di accertare se ci sono profili di danno erariale. Nei prossimi giorni saranno passati al setaccio tutti gli atti amministrativi relativi al piano, che per questa misura ha stanziato circa 19 milioni di euro di fondi europei.

Insomma un giallo dell’estate che appassiona i lettori, indigna i giovani coinvolti e anima un dibattito più acceso che mai fra le fila dell’opposizione. In prima fila c’è il coordinatore di Ncd, Francesco Cascio che sottolinea ogni passaggio di questa vicenda con un comunicato che trasuda scontento e disprezzo all’indirizzo del governo Crocetta. Nel Pd, a parte Antonello Cracolici, l’affaire è trattato fin troppo con i guanti gialli: nessun commento di rilievo che indichi un’assunzione di responsabilità, che critichi il governo, che censuri il comportamento né della dirigente né degli assessori coinvolti. Ma più di tutti è il silenzio del presidente Rosario Crocetta che incuriosisce. In questi giorni di bandi ‘rinnovati’, di scaricabarile, di cacciate a mezzo stampa, il governatore ha scelto la via del silenzio.

Cosa rimugina Crocetta? Come riuscirà, anche stavolta di fronte all’ennesima debacle pubblica, a evitare un rimpasto che il suo partito gli chiede con insistenza? E se prima la testa o la vittima sacrificale richiesta dal Pd era quella dell’assessore già segretaria Michela Sancheris, insieme a quella di Maria Rita Sgarlata, adesso qualcuno vocifera che nemmeno i buoni auspici del senatore Giuseppe Lumia riusciranno a salvare la giovane Nelli Scilabra dal turbinio di voci di turn over che attorno alla giunta ricominciano a montare.

Il presidente nicchia. Sta in silenzio e metabolizza ancora il gelo opposto dal presidente del consiglio, Matteo Renzi nell’ultima visita in Sicilia una settimana fa. Cosciente, al di là di ogni possibilità, che il Pd, quello romano, ha già scaricato il suo governo in attesa solo dell’occasione giusta per mettere un punto alla sua esperienza di governo.