“Il ministero sicuramente vigilerà sulle attività che la Regione svolgerà nell’ambito del Piano Garanzia Giovani che vede 178 milioni di euro del Fse gestiti dalla Regione e poco più di 50 milioni di fondi Pac gestiti dal ministero. Abbiamo istituito un’unità speciale, una struttura di monitoraggio, presso la direzione Mercato e formazione, e fra le realtà da attenzionare maggiormente c’è proprio la Sicilia”.

Lo ha detto il segretario generale del Ministero del Lavoro Paolo Pennesi rispondendo ad Erice all’allarme lanciato dai consulenti del lavoro. “Fino a ieri, ad esempio, risultavano registrate 62mila disponibilità in tutta Italia, di cui 34mila solo in Sicilia. Inoltre c’è da vigilare sugli accreditamenti dei soggetti intermediari. Ho sentito qualcuno al ministero osservare, a mo’ di paradosso, che in Sicilia ‘c’è il rischio di accreditare anche il macellaio sotto casa’ , proprio per fare capire come sia più che opportuno tenere alta l’attenzione in questo territorio”.

“Riguardo ai risultati del Piano – ha concluso Pennesi – , vedendo lo scenario in Sicilia sarei contento se alla fine di tutto ciò si avviassero dei tirocini, degli stage e soprattutto degli apprendistati. Il ministero su queste cose non può essere disattento, ce lo impone l’Europa”.

Da parte sua, il presidente della Fondazione consulenti del lavoro, Mauro Capitanio, ha rilevato: “Da collocamento privato, grazie alla nostra rete di 200mila professionisti che gestiscono nel Paese 7milioni di rapporti di lavoro, chiuderemo il 2014 con l’avviamento di 15mila tirocini pagati dalle aziende, di cui il 60% si tradurrà in un rapporto di lavoro. Se fossimo in un mercato libero, il numero sarebbe quadruplicato. E se le Regioni ci accreditassero per il Piano Garanzia Giovani, avremmo centinaia di migliaia di nuovi rapporti favoriti dal nostro rapporto diretto con le aziende”.

“Invece – ha aggiunto il direttore della Fondazione, Enrico Limardo – le Regioni ci vedono come un esproprio dei centri per l’impiego. Si sa che le aziende non si rivolgono a questi servizi pubblici, perché non si fidano. In Sicilia la Regione, per avviare i tirocini, ha attivato un doppio canale, dove il consulente del lavoro deve avere il rapporto autorizzato dal centro per l’impiego. Assistiamo ai funzionari che rallentano le procedure. Addirittura chiedono la vidimazione del registro del tirocinio presso il centro per l’impiego, quando ciò non è previsto dalla legge se a pagare questa esperienza del giovane è l’azienda. La Regione siciliana – ha sottolineato Limardo – , che rispetto ad altre ha compiuto un importante passo in avanti verso l’accreditamento della Fondazione, dovrebbe meglio chiarire ai centri per l’impiego come dare riconoscimento al ruolo del singolo consulente del lavoro come sportello della Fondazione. Attendiamo un’interlocuzione”.