Il senatore Colombo non aveva ancora finito di scrutinare i voti, quando dagli scranni di palazzo Madama si è alzato l’applauso liberatorio per il centrosinistra: Piero Grasso alla quinta votazione, quella di ballottaggio (caso raro per stabilire la presidenza del Senato) è stato eletto alla guida della Camera alta del Parlamento italiano.

Il magistrato agrigentino ce l’ha fatta su Renato Schifani che già nella votazione di questa mattina aveva ottenuto 111 voti contro i 120 del giudice antimafia. Sull’elezione di Grasso potrebbe aver pesato la spaccatura interna al Movimento 5 Stelle che ha tenuto una infuocata riunione spaccandosi sul risultato finale, se votare cioè Grasso per boicottare il rischio di successo di Schifani o se continuare la linea dell’indipendenza assoluta non “facendo da stampella” ad alcuno schieramento. Di certo i senatori grillini della Sicilia hanno dichiarato che per loro sarebbe valsa l’indicazione del voto libero e che quindi avrebbero optato per Grasso considerando impossibile far eleggere alla presidenza Schifani. Non solo dalla riunione del gruppo, i siciliani ma non solo, sarebbero usciti con qualche critica dura nei confronti del portavoce, Vito Crimi accusato di aver comunicato alla stampa la linea del Movimento prima che fosse conclusa la riunione.

Grasso ha ottenuto 137 voti, Schifani 117, le schede bianche sono state 52, le nulle 7. Dall’analisi del voto è evidente che ci sia stato un travaso di 12 voti per Grasso fuori dalla sua coalizione, probabilmente provenienti dal Movimento 5 Stelle per Grasso oltre quello dei sei senatori grillini siciliani.
Si attende adesso l’insediamento del presidente Grasso e il suo primo discorso alla guida di palazzo Madama.

Ore 19.01: Comincia il discorso di Pietro Grasso: “IL Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci. Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea e i destini sono comuni. Mai come oggi il compito della politica pè quello di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida. Quando ieri sono entrato per la prima volta da senatore in quest’aula mi ha colpito il soffito di quest’aula che vi invito a guardare. Riporta quattro parole che mi sono da guida nella vita: giustizia, diritto, fortezza e concordia. Quella concordia, quella pace sociale di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno. Domani è l0’anniversario dell’Unità d’Italia. Quel 17 marzo di 152 anni fa quando è cominciata la nostra storia di unità nazionale dopo un lungo e difficile cammino di unificazione. Nei momenti più difficili abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare con fermezza i nostri valori comuni e trovare un sentiero condiviso”.

Un pensiero ai padri costituenti “che hanno saputo darci una delle più belle Carte costituzionali del mondo. Lasciatemi ricordare Teresa Mattei che ci ha lasciato pochi giorni fa che dell’assemblea costituente fu la più giovane donna eletta, attiva fino all’ultimo per i diritti delle donne troppo spesso calpestati. Il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile perché è in gioco la qualità della democrazia che stiamo vivendo. Dobbiamo iniziare nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci. Oggi è il 16 marzo e non posso non ringraziare il presidente Colombo che stamattina ci ha commosso con il ricordo dell’anniversario del rapimento di Aldo Moro”.

Una frase secca sulla giustizia: “Bisogna ridare forza e risorse alle forze di polizia e alla magistratura”.Anche Grasso come stamattina la Boldrini ha ricordato la marcia di Firenze che si è svolta oggi per ricordare le vittime della mafia: “Hanno ascoltato oltre 900 nomi di vittime della mafia. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio devono essere il nostro faro. Devo dirmi che dopo essermi dimesso dalla magistratura, credevo di poter essere utile alla politica in forza della mia esperienza. Ma la vita riserva sorpresa: oggi interpreto questo incarico con spirito di servizio. Ho sempre cercato verità e giustizia e auspicando che venga istituita una nuova commissione d’inchiesta sulle stragi irrisolte del Nostro paese”. Quindi Grasso ricorda la strage che più di altre lo ha toccato, la strage di Capaci che ha portato la morte del giudice Falcone e dei suoi agenti. E ricorda citandole le parole di Rosaria Costa, la moglie di uno degli agenti uccisi a Capaci declamandole come lei fece in Chiesa in atto d’accusa nei confronti dei politici presenti nella Cattedrale di Palermo per i funerali di Stato.
“Giustizia e cambiamento questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende intenso lavoro comune per rispondere con i fatti alle attese dei cittadini che chiedono più giustizia sociale, più etica nella consapevolezza che il lavoro è una delle emergenze sociali più importanti di questo Paese”.
Ricorda anche l’elezione di Papa Francesco I e saluta il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “supremo garante della Costituzione e dell’Unità italiana che con saggezza esercita la sua funzione. Desidero salutare anche il mio predecessore Renato Schifani per l’impegno profuso al servizio di questa assemblea. Un omaggio speciale di indirizzo ai presidente emeriti, ai senatori a vita e ad Emilio Colombo che ha presieduto con inesauribile energia la fase iniziale di questa diciassettesima legislatura, lui che ha visto nascere la Repubblica”.
Chiudo ricordando cosa mi disse il capo dell’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo; Antonino Caponnetto: “Fatti forza ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta sentendo solo la voce della tua coscienza. Sono certo che in quest’aula l’avrebbe ripeto a tutti noi”.

Grasso chiude la seduta convocando i gruppi parlamentari per l’elezione dei presidenti dei gruppi per martedì prossimo mentre rinvia la seduta del Senato a giovedì della prossima settimana.