Il danno riportato dalla struttura del viadotto Himera sembra inferiore a quanto fino ad ora temuto anche se comunque consistente. per ripararlo saranno necessari 30 milioni di euro e lavori per un anno e mezzo.

E’ quanto emerso nel corso dell’incontro di stasera fra la Regione siciliana ed i vertici dell’anas. L’incontro si e’ svolto, a Roma, nella sede centrale dell’Anas di via Monzambano.

Erano presenti il presidente dell’Anas Pietro Ciucci e il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l’assessore regionale delle Infrastrutture Giovanni Pizzo, l’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente Maurizio Croce, il capo del Dipartimento Protezione Civile della Sicilia Calogero Foti, il Condirettore Generale Tecnico dell’Anas Alfredo Bajo e il Direttore dell’Esercizio e del Coordinamento del Territorio
dell’Anas Michele Adiletta.

“Il pilone danneggiato dalla frana – precisano dall’Anas – non aveva mai mostrato alcun problema di staticità così come l’intero viadotto Himera non mostrava alcun segno di cedimento”

“La Regione Siciliana – si legge in una nota dell’Anas – aveva già deliberato il 12 marzo scorso (delibera n. 76) lo stato di calamità naturale della zona, in conseguenza delle precipitazioni piovose eccezionali abbattutesi sul territorio tra metà febbraio e inizio marzo, richiedendo lo stato di emergenza”.

Sarà l’Anas a mettere in campo le risorse economiche necessarie all’intervento che potrà essere portato a termine senza demolizioni con esplosivo ma smontando le parti danneggiate in quattro fasi per poi procedere alla ricostruzione. Terminata la prima fase di smontaggio (da 4 a sei mesi) si dovrebbe poter aprire la corsia Catania – Palermo a doppio senso di marcia ripristinando la percorribilità della A 19. una prim a fase che potrebbe essere completata dopo l’estate.

“Ferma restando – si legge ancora nella nota dell’Anas – la necessità di interventi di protezione del territorio, che dovranno essere autorizzati dal Governo, sono state affrontate le due urgenze più immediate: l’individuazione entro un paio di mesi di un percorso alternativo più efficace, che consenta di attenuare i disagi agli automobilisti prima della stagione estiva; il ripristino della viabilità sul tratto autostradale; a tal fine domani proseguiranno i sopralluoghi congiunti dei tecnici dell’Anas, della Regione Sicilia e della Protezione Civile siciliana”.

Da una prima stima, per il ripristino della viabilità occorreranno circa 30 milioni di euro. Il Presidente Ciucci ha confermato il massimo impegno dell’Anas per risolvere l’emergenza viabilità e si è dichiarato disponibile a reperire le risorse necessarie nell’ambito del contratto di
programma 2015, d’intesa con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Il disagio, dunque, durerà anni e i primi mesi saranno estremamente complessi fino al ripristino della viabilità autostradale almeno a doppio senso su una corsia. resta il nodo de fronte della frana. senza un consolidamento del territorio qualsiasi intervento sulla strada rischia di essere vanificato da un nuovo smottamento sempre possibile