Monta la protesta e volano gli stracci tra i precari della scuola e il sottosegretario Davide Faraone. La resa dei conti arriva con 1.500 mail raccolte in soli 10 giorni dal coordinamento dei precari, che chiede le dimissioni del renziano all’Istruzione.

Nonostante una circolare del Miur abbia concesso la possibilità di scegliere una supplenza vicino a casa, rinunciando però all’assunzione (al Nord), la protesta sul sistema di assegnazione delle cattedre non si ferma. Il dissenso è noto: i posti vacanti sono al Nord ma i precari storici arrivano soprattutto dal Sud, dalla Sicilia, Campania e Calabria. Che rappresentano un terzo delle 70 mila domande di assunzione arrivate al Miur.

Faraone si sfoga e scrive su Facebook a quanti reagiscono alla “deportazione” prevista dalla legge 107 sulla Buona Scuola. “Consapevole del fatto che, per chi ha avuto un incarico di supplenza per anni nel paese dove abita, possa essere difficile allontanarsi dalla famiglia. Non è semplice fare i bagagli e spostarsi altrove, magari a 45 anni, lasciando i figli a casa. Proprio per questo non abbiamo smesso di lavorare durante tutta l’estate per trovare soluzioni tecniche che evitassero il più possibile i trasferimenti”.

“Stiamo effettuando – scrive il sottosegretario –  la più grande assunzione di tutti i tempi eppure non si sente che parlare di deportazione, esodo biblico, emigrazione di massa. Nelle ultime settimane i mezzi di comunicazione sono stati diario di precari costretti a lasciare casa “per colpa” delle assunzioni del governo Renzi. Le parole sono importanti e andrebbero scelte bene. Provate a cercare “deportazione” su un comune dizionario della lingua italiana: “tipo di pena che prevede l’internamento del condannato in un campo di lavoro o in una colonia penale”. La stiamo usando per parlare di 160 mila precari assunti con posto fisso e garantito nello Stato».

“Se le assunzioni sono su tutto il territorio nazionale – prosegue Faraone – non è per un capriccio di Renzi, del Ministro Giannini o del Sottosegretario Faraone. Al Sud ci sono troppi docenti e meno alunni (e continuano a diminuire) mentre al Nord mancano i docenti e gli alunni aumentano. Cosa avremmo dovuto fare? Spostare gli alunni e le loro famiglie dal Nord al Sud? Moltissimi dei docenti delle Gae, che ora strillano, avrebbero aspettato decenni per entrare di ruolo nella loro provincia o forse non sarebbero entrati mai”.

Al plenipotenziario renziano non risulta comprensibile neanche “il susseguirsi di lamentele e di toni da allarme sociale. Sono già entrati in ruolo circa 30 mila docenti sul turn over e sui posti che finora erano occupati da supplenti annuali. Assumeremo tra settembre e novembre e poi, con il concorso che sarà bandito il primo dicembre, altre 130 mila persone, dando un’opportunità anche agli abilitati in II fascia d’istituto”.