Non c’è pace all’ombra di Rosario Crocetta. C’è la diatriba della vice presidenza e lo scontro sulla piscina abusiva (anche se pare fosse smontabile e dunque non esiste reato penale) ma c’è anche l’equilibrio precario della maggioranza, lo scambio di accuse fra Pd e governatore, fra Pd e Pd, fra componenti della giunta, fra assessori e Presidente. E’ davvero un bel “fritto misto” l’attuale panorama politico siciliano come raramente accaduto prima d’ora.

Sono due in particolare gli eventi che animano la scena: il confronto per l’elezione del vice presidente dell’Ars (dopo le dimissioni di Salvo Pogliese eletto al parlamento europeo) e lo scandalo (?!) della piscina ‘abusiva’ della villa siracusana dell’assessore regionale al territorio maria Rita Sgarlata.

Ma andiamo per ordine iniziando dalla piscina “abusiva” dell’assessore Sgarlata che abusiva sembra proprio non fosse (se è vero che si tratta di una struttura fuori terra non soggetta ad autorizzazione anche se un giornale nazionale parla, invece, di struttura rimossa). Il presidente Crocetta la invita a dimettersi dopo che la vicenda ha già fatto rotolare la testa della sovrintendente e lei risponde che non se ne va perché ha la coscienza pulita ed è stata lei a chiedere di trasmettere gli atti alla procura.

Lei, la Sgarlata, intravede l’ombra di una lobby di costruttori aretusei che vuole “farla fuori”, altri vedono lì’occasione di far posto in giunta ad Angelo Villari per i cuperliani del Pd lasciando fuori Cataldo Salerno e con lui Vladimiro Crisafulli che Crocetta definisce indesiderabile. Violenta la reazione su facebook del deputato Pd Roberto De Benedictis che arriva a dare del “povero meschino” . Ma se De benedictis usa facebook, Cracolici, storicamente, usa invece twitter per mandare i suoi segnali di sfratto. “La commedia del Governo Crocetta è ormai alla fine – scrive il deputato cuperliano – Si è trasformata in una farsa. A questo punto è meglio chiuderla qui”.

In serata gli risponde un assessore del Pd, Giuseppe Bruno anche lui criticato (marginalmente) nella vicenda ‘Scilabra vs Corsello’ : “Per far terminare la farsa e tornare a votare basta che si dimettano 46 deputati. Dai Crac che aspetti? Inizia tu”

Un bel pasticcio davvero in vista della riapertura dell’Ars, prevista per la prossima settimana quando, prima ancora delle mozioni di sfiducia, bisognerà affrontare l’elezione del vice Presidente del Parlamento siciliano. Un altro bel pasticcio in salsa siciliana. Un posto che rivendicano praticamente tutti e con motivazioni plausibili (se non proprio condivisibili).

In primis a chiedere spazio sono i 5 stelle. La richiesta non è certo di oggi ma risale ad oltre un anno fa e viene ribadita in questa occasione. i 5 stelle sono certamente (numericamente parlando) il primo partito dell’opposizione e dunque spetta loro un Vice presidente. e lo avevano anche eletto. si tratta di Antonio Venturino uscito, però, da sotto l’ala grillina quasi subito ma rimasto vice presidente vicario. Da allora i pentastellati chiedono spazio ricevendo una risposta secca: vi è stato dato e ve lo siete espulso.

Ma con le dimissioni di Pogliese si è aperto lo spiraglio e dunque candidano Francesco Cappello. “E’ una questione di giustizia e democrazia – dicono – non si può lasciare fuori il secondo gruppo del Parlamento. Solo così verremmo a conoscenza dei provvedimenti dannosi per la Sicilia, in tempo per denunciarli e cercare di stopparli e per carpire vergognosi segreti. Con noi dentro, ad esempio, la paga di Di Bella non sarebbe stata mai un mistero”. Con l’elezione di un Cinquestelle ci sarebbe pure un risparmio: il deputato rinuncerebbe infatti all’indennità di carica, come costume del Movimento”.

Ma il posto lo rivendica anche Forza Italia. Pogliese il dimissionario, infatti, era azzurro. Perchè il suo successore non dovrebbe esserlo. Finita qui? Neanche per sogno. Ci sono le altre opposizioni, le così dette minori per le quali questa è l’occasione per un minimo di riequilibrio visto che non si sentono rappresentate.

“Sulla vicenda della Vice Presidenza dell’Ars il Gruppo Parlamentare del MpA ha provato a ricostruire un rapporto politico con le forze di opposizione, legato alla necessità che quel posto vada appunto un rappresentante della minoranza – cerca di mediare fra tutti Roberto Di mauro ex assessore di Raffaele Lombardo che accusa Forza Italia “di aver fatto un balletto decisamente poco presentabile”.

“Non possiamo che prendere atto – afferma Di Mauro – del fatto che, dopo le elezioni Europee, quel partito ha scelto di mettere a frutto e
valorizzare lo straordinario risultato elettorale, primo in Italia. Da parte di FI – conclude il capogruppo del MpA – c’è evidentemente un comportamento che privilegia le logiche delle correnti piuttosto che la prospettiva di ricostruire in Sicilia un centro destra in grado di fare vera opposizione e mettere in atto una proposta politica in grado di dare risposte alle emergenze sempre più gravi”.

Per completare il quadro non poteva non inserirsi la maggioranza che ricorda come fosse costume che dei due vice presidenti uno fosse rappresentante della minoranza e l’altro della maggioranza. In questo momento, poi, un posto in più da assegnare potrebbe aiutare a trovare una difficile quadratura del cerchio “magico” di Crocetta.

Ma a rompere gli equilibri arrivano, stavolta, formazioni diverse dal Pd “Il posto di vice presidente dell’Ars non può e non deve essere considerato un posto di sottogoverno o, men che meno, essere oggetto di spartizione politica. Si tratta di una elezione che non può entrare in nessun caso nelle logiche legate al rimpasto di governo e all’equilibrio fra le forze che sostengono la maggioranza – dice il capogruppo di Articolo 4 Luca Sammartino – occorre scegliere un collega che sia garante per l’intero arco parlamentare e la cui elezioni porti lustro e rispetto nei confronti dell’istituzione regionale”.

“Fino ad ora la scelta del vice Presidente del Parlamento non è stata oggetto di alcun incontro. Auspico – conclude Sammartino – un confronto aperto e leale fra maggioranza e opposizione nel pieno rispetto del parlamento e che porti ad una scelta oculata”.

Ma alla resa dei conti cosa accadrà? Praticamente nulla oltre liti ed offese perchè nessuno, ma proprio nessuno, ha voglia di andare a votare

 leggi anche

Crocetta e le elezioni da evitare

L’assessore con la piscina abusiva

La piscina abusiva, l’assessore ha peccato di leggerezza

De Benedictis perde la pazienza. “Crocetta meschino e bugiardo”