“Non c’è dubbio sul fatto che la norma abbia elementi di criticità e debolezza che possano essere censurati dal Consiglio dei Ministri ma non c’è ancora nessuna notifica di infrazione da Roma a Palermo”.

Non vuole mettere il carro davanti ai buoi l’assessore regionale alla Funzione pubblica ed alle Autonomia Locali Giovanni Pistorio chiamato a difendere la norma sulle Città metropolitane e sui liberi consorzi di comuni e che per questo sarà a Roma da domani per incontrare, mercoledì, il sottosegretario Bressa.

“Sappiamo che a Roma si sta valutando una impugnativa e, in assenza di contestazioni formali, vado a Roma ad incontrare il sottosegretario Bressa che è persona sensibile alle autonomie speciali per comprendere quali siano gli elementi di contestazioni e valutare se è possibile evitare un contenzioso – dice Pistorio a BlogSicilia – ma per farlo bisogna prima capire quali sono i termini di un eventuale impugnativa”.

Conoscendone i termini cosa cambia in realtà?

“Cambia molto. il governo centrale considera la riforma Delrio come legge di grande riforma e giurisprudenza consolidata vuole che le leggi di grande riforma si applichino automaticamente anche nelle regioni a Statuto Speciale. Bisogna capire, però, quali sono, nella Delrio, gli elementi di grande riforma che dunque transitano automaticamente e quali, invece, no. Se si tratta dio questioni economiche e gestionali non c’è problema perché non abbiamo cambiato i centri di spesa. Se invece riguarda la parte normativa pura la questione si fa delicata. A mio parere sarebbe stato opportuno inserire elementi di elezione ponderata di sindaci metropolitani e presidenti di Liberi consorzi. Avevo anche presentato emendamenti in questo senso che ho ritirato perché l’orientamento generale dell’aula era diverso. e’ inutile nascondercelo: la legge che è uscita è frutto di una mediazione parlamentare”.

Dunque un elemento di impugnativa potrebbe essere la non coincidenza del sindaco della città metropolitana con quello della città capoluogo

“In realtà non lo sappiamo ancora. Ma se così fosse sarebbe un errore politico. La Delrio, infatti, prevede questa coincidenza solo in sede di prima applicazione. Poi le città metropolitane potranno normare perfino una eventuale elezione diretta. La Sicilia, peraltro, in tema di Enti Locali ha potestà esclusiva quindi non è detto che la Corte Costituzionale dia eventualmente ragione all’impugnativa dello Stato”.

Dunque la Sicilia pensa di resistere davanti alla Corte Costituzionale

“E’ troppo presto per fare queste valutazioni. Prima vediamo che cosa ci contestano, poi valuteremo se resistere o se modificare la legge per evitare il contenzioso. magari si riesce ad impedire perfino che si arrivi all’impugnativa”.

Ma se si arrivasse alla ‘resistenza’ intanto la norma andrebbe avanti

“Non c’è dubbio. La norma è in vigore e se la Sicilia decide di resistere si faranno regolari elezioni a fine novembre e i nuovi enti prenderanno vita”

Non temete che poi un eventuale pronunciamento negativo possa azzerare tutto e fare ancor più danni ?

“E’ difficile che ciò possa avvenire. Anche se la norma dovesse essere censurata dalla Corte Costituzionale con ampia probabilità saranno fatti salvi gli effetti fin lì prodotti e dunque bisognerà solo fare una nuova norma ma i sindaci metropolitani e i presidenti dei Liberi Consorzi saranno in carica e gli atti adottati resteranno legittimi. Per questo la ‘resistenza’ è una opzione. ma ribadisco che è troppo presto per parlare di queste cose. Sono un politico esperto e penso prima di tutto alla mediazione, agli accordi, alle soluzioni dei problemi. Il contenzioso è l’estrema ratio e comunque è una scelta che bisognerà assumere eventualmente tutti insieme. ma speriamo non ce ne sia bisogno”