Stop ai bilanci ‘fai da te’. Serve un controllo periodico e non solo a ‘rendiconto’ e soprattutto la regione deve stare attenta alle nuove regole. Il bilancio 2016 sarà ‘per cassa’ e non si può più barare

Un controllo specifico, dunque, sulle partecipate regionali per evitare il rallentamento delle dismissioni, velocizzare il ri ammodernamento di quelle strategiche, impedire la nascita di nuovi carrozzoni attraverso un controllo stabile sui conti, sulle spese, sulla situazione economica. per far questo dar vita ad una apposita sezione della Corte dei Conti dedicata proprio alle partecipate attualmente ‘fuori controllo’ e poi una verifica periodica sui bilanci regionali non solo preventiva e a rendiconto per evitare quanto accaduto, ad esempio, quest’anno con un bilancio di previsione quasi perfetto ma un rendiconto completamente diverso.

Sono le tre segnalazioni che ha definito ‘politiche’ in senso lato il Presidente della Corte dei Conti Maurizio Graffeo in chiusura dell’ennesima udienza sui conti della Regione che necessitano, secondo il magistrato contabile, di un maggior controllo in corso d’opera per evitare disastri annunciati.

Per il resto solo rassicurazioni quelle pronunciate dall’assessore Alessandro Baccei e dal ragioniere generale Salvatore Sammartano. una rassicurazione ai forestali ai quali sono stati dedicati fondi appositamente trovati per il dissesto idrogeologico senza ricorrere ai fondi del Cipe per la strade, ha detto Baccei in udienza, ma l’assessore ha anche annunciato una legge di riforma che metterà a posto anche i conti del 2015 subito dopo l’approvazione della legge di stabilità

Il disegno di legge andrà all’Ars dopo l’approvazione del bilancio di previsione alla quale si punta entro la fine dell’anno. Poi riforma delle partecipate, degli Ersu e degli Iacp, e norme per il contenimento e l’andamento controllato della spesa.

Tranquillizzanti anche le dichiarazioni sul bilancio di previsione 2016 per il quale l’accordo con roma sarebbe ormai vicino e con esso l’arrivo del miliardo e 400 milioni mancante. oggi nella capitale quella che potrebbe essere l’ultima punta.

“Il governo nazionale si impegna a darci i soldi è molto sensibile al rapporto deficit e pil. Ma di contro ci chiede le riforme – dice a BlogSicilia alessandro Baccei – . Per questo motivo siamo rigorosissimi a far rispettare gli obbiettivi di patto anche a costo di creare non pochi disagi sociali. Ma questo ci porti a stabilizzare la situazione nel 2016. Il governo ci ha chiesto un esercizio specifico nel 2016 per verificare se ogni singola voce andava ad impattare l’indebitamento. Sarà così anche per il 2017 e per il 2018″.

“Abbiamo dimostrato che il miliardo e 400 milioni di euro non va ad intaccare l’indebitamento – aggiunge – per questo ci verrà corrisposto solo a saldo netto da finanziare. Dall’altro lato il governo chiede le riforme e tra quelle ci sono anche quelle degli enti. Quelli non competitivi andranno sciolti mentre quelli strategici andranno riformati nell’ottica del risparmio”.

“Dopo la finanziaria che andrà in aula a breve – conferma infine l’assessore – in accordo con il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone abbiamo già depositato un disegno di legge che  sarà collegato e con il quale verranno trovate le risorse che mancano al bilancio”.

“La corte già 3 o 4 anni segnalò in sede di introduzione al giudizio di parificazione l’esigenza che si pensasse a livello di commissione paritetica – dice il presidente Maurizio Graffeo – ad una riforma delle modalità di partecipazione della corte al controllo su questi enti. E’ un fatto storico gli enti istituti prevedevano un collegio dei revisori presieduto da un magistrato della corte dei conti elemento di garanzia e partecipazione al controllo. Strada facendo molti enti sono stati soppressi molti sono in liquidazione su tutte le partecipate regionali il controllo della corte non c’è. In considerazione di questa riforma che vi accingete a fare sulle partecipate – ha continuato rivolgendosi a Baccei –  potrebbe essere un messaggio politico tra virgolette all’assessore, di pensare di istituire una sezione di controllo sulle partecipate. Il controllo c’è sugli enti statali, manca su quelli regionali”.

“Comprendo che il ministero delle Finanze svolge un tutoraggio – ha continua Graffeo – stretto su patto di stabilità e su indebitamento voglio ricordare che le ultime novità legislative che ci hanno attribuito queste nuove funzioni alla corte ci affidano notevoli responsabilità sugli equilibri complessivi di bilancio. Su questo vorrei sottolineare con forza che l’istituzione di questo nuovo gruppo di lavoro è principalmente focalizzato su questi equilibri di competenza e di cassa anche su questo punto forrei un messaggio politico o forse questo messaggio tecnico delle corte non è Graffeo che vuole svolgere questo compito ma è lo spartito che è cambiato. Spartito che ci impone questo nuovo compito che dobbiamo svolgere in un contesto nazionale”.

“Vorrei prendere spunto dal deposito del piano di razionalizzazione – ha concluso -per richiamare ad un attento monitoraggio sul bilancio che già c’è forte ed efficiente che già ad ottobre ha fatto emergere quello che ha fatto emergere, ma deve essere costante in tutto l’arco dell’anno. Non vorremmo trovarci nelle situazione in cui spesso capita che abbiamo un bilancio di previsione è assolutamente in equilibrio che supera il vaglio di costituzionalità  poi ci troviamo in sede di rendiconto che ad avere evidenziato disavanzi che a questo punto non è un fatto tecnico ma di rispetto di obblighi costituzionali. Sono questi i temi che volevo sottoporre a voi in questo momento di affanno”.

Baccei è poi tornato sulla trattativa con Roma per i fondi necessari al bilancio 2016: “Stiamo aspettando le verifiche del governo sul miliardo e 400 milioni di euro. Il sottosegretario Claudio De Vincenti ha chiesto al ministero dell’Economia e delle Finanze di fare verifiche sulla copertura 2017 e 2018, perché sul 2016 è stata trovata. Il sottosegretario si è preso l’impegno di fare le verifica politica e tecnica e stiamo aspettando”.

“Se ci sarà l’accordo con il governo – ha spiegato – si prevedono due miliardi in più di entrate e un miliardo in meno in spese. In effetti 500 milioni di euro sono arrivati per effetto della territorialità dell’Iva, questo miliardi e 450 si andrebbe ad aggiungere. Con l’azione di contenimento avviate dal governo Crocetta e dai procedenti rinforzati con l’ultima legge di stabilità con quella che andremo a fare ora a breve avremmo un miliardo di un contenimento di spesa e avremmo rimesso in piedi un bilancio che presentava un deficit di 3 miliardi di euro solo un anno fa”.

“I soldi non mancano per quest’anno – ha provato a rassicurare l’assessore – . Abbiamo già definito le azioni in giunta. C’è un disegno di legge in assemblea  che va a destinare l’utilizzo di fondi o delle opzioni che prevede il 118. I soldi non mancano sono già stati coperti. Per le minori entrati sono state date le coperture necessarie. I forestali stanno lavorando. I soldi per i forestali non sono quelli del Cipe. Sono quelli utilizzati per i progetti di dissesto idrogeologico previsti all’interno dei fondi di sviluppo e coesione che fra l’altro prevedono delle giornate per i forestali che e l’acquisto di mezzi per combattere il dissesto che mi pare essere un emergenza”.