Tramite i pizzini i boss mafiosi non impartiscono soltanto ordini in codice ai loro uomini ma esprimono anche il loro amore gay. Lo ha rivelato Lia Sava, pubblico ministero antimafia della Procura di Caltanissetta, in un documentario-inchiesta di Klaus Davi sul tema della mafia e omosessualità.

“Caro, sei nel mio cuore. Tesoro mio. Gioia mia”. E’ questo il contenuto di alcuni dei biglietti, corredati di romantici fiorellini e cuoricini, dai quali si evince l’amore tra  due giovani capi-mafia in carcere, .

Anche nella mafia, quindi, i tempi cambiano, anche se, secondo la pm si tratterebbe comunque di episodi circoscritti. “Sono assolutamente convinta – spiega Lia Sava a Klaus Davi –  per quella che è la mia esperienza ormai quasi ventennale, che questo fenomeno non è assolutamente incompatibile con l’ essere ‘in sé’ mafioso. Proprio perché anche la stessa organizzazione mafiosa fa differenza tra forma e sostanza. Sono convinta che anche i mafiosi possano avere e abbiano relazioni omosessuali, anche se magari non c’è più di tanto una loro esplicitazione perché si tende a coprire, come tendono peraltro a coprire anche le relazioni extraconiugali clandestine”.