Nessun appalto sfuggiva alla richiesta di pizzo. Compreso le ristrutturazioni delle scuole pubbliche come il liceo classico Vittorio Emanuele in via Simone da Bologna nei pressi della Cattedrale. Una richiesta di pizzo per il sostegno delle famiglie dei mafiosi, una delle prime voci nel bilancio di Cosa Nostra.

L’operazione dei carabinieri messa a segno la scorsa notte ha portato in carcere 37 persone. I provvedimenti erano 38. Uno è riuscito a fare perdere le tracce è Ludovico Scurato, 28 anni. I militari lo stanno cercando.

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Sul fronte delle estorsioni si diceva che nessuno sfuggiva. Erano vessate imprese edili che stavano lavando alla ristrutturazioni di immobili in vicolo Maestro Cristoforo al quartiere “Capo”. Dovevano sborsare 1000 euro. Il 3 per cento doveva pagare l’impresa che sta ristrutturando il liceo classico sull’importo dell’appalto di un milione e 300 mila euro.

Non sfuggiva anche l’impresa edile che sta effettuando i lavori di ristrutturazione del condominio che si trova Palermo via Carini e minacciando il titolare romeno che gli “avrebbero rotto i denti e lo avrebbero rimandato in Romania se non avesse dato qualcosa per i carcerati”, quantificando la somma in 1500 euro equivalente del 3% dell’importo dei lavori.

Allo stesso romeno che ha un pub in via Candelai erano stati chiesti altri 2000 euro. La lista delle estorsioni ricostruita nell’operazione Panta Rei è lunghissima. 27 le estorsioni ricostruite.

Tra queste anche quelle ad un lido balneare di Isola delle Femmine. In questo caso le richieste erano di 13 mila euro. Anche i negozi al Borgo Vecchio pagavano e pagavano tutti. Gommisti, negozi di ferramenta, pasticcerie, trattorie, rivendite di tabacchi, anche pub rinomati nelle vie centrali di Palermo, compresi i chioschi di bibite.

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