Angelo Pizzuto resta a capo dell’Ente Parco delle Madonie. Lo ha stabilito il Cga che ha accolto il ricorso presentato dal presidente Pizzuto assistito dagli avvocati Gaetano Armao e Tiziana Milana.

Sono stati riconosciuti illegittimi i provvedimenti di revoca della giunta Crocetta dopo che Pizzuto era stato accusato di avere organizzato un viaggio in Canada con una delegazione di dirigenti regionali. Pizzuto a luglio del 2013 era stato sospeso e al suo posto era stato nominato Erasmo Quirino.

Il CGA ha ritenuto il provvedimento di revoca illegittimo per “difetto dell’istruttoria che lo ha preceduto e per difetto della conseguente motivazione, che non dà ragione della pretesa gravità dei fatti contestati e manca di compararli ai comportamenti virtuosi dell’appellante, come sopra richiamato”.

Il consiglio di giustizia amministrativo ha condannato la presidente della Regione a risarcire il presidente Pizzuto di 25 mila euro oltre interessi e rivalutazione monetaria decorrenti dalla pubblicazione della sentenza nonché 3000 mila euro per le spese del giudizio 3.000 € oltre spese generali di studio, Cpa, Iva e rimborso del contributo unificato.

Ai primi di luglio 2013, a seguito di una conferenza stampa nella quale si denunziavano disfunzioni e spese per una missione regionale in Canada, il presidente della Regione annunciava la rimozione del presidente del parco delle Madonie, ritenuto seduta stante responsabile di non meglio precisate iniziative volte alla ‘manciugghia’.

Con inusitata tempestività la Giunta regionale adottava dapprima la delibera n.250 dell’11 luglio 2013 “Sospensione cautelare dell’incarico di Presidente dell’Ente Parco delle Madonie conferito al dott. Pizzuto Angelo e contestuale nomina nello stesso incarico dell’architetto Erasmo Quirino”, per l’appunto incentrata sulla ricordata trasferta in Canada, mentre Pizzuto sporgeva formale querela per contestare queste accuse infondate. La sospensione veniva dichiarata illegittima dal CGA con l’ordinanza 13 dicembre 2013, n. 866.

Non paghi della grave censura la presidenza della Regione ha ritenuto di provvedere, dopo un lungo e contorto procedimento, alla revoca della nomina del Presidente del a parco delle Madonie, con il decreto n. 76 del 2 aprile 2014, questa volta però abbandonando le infondate accuse sulle vicende del Canada e del mancato possesso della laurea (mai dimostrata) e contestando, invece, presunte irregolarità gestionali.
Anche questa volta Pizzuto ha proposto ricorso contro gli illegittimi provvedimenti del Presidente della Regione, il TAR Sicilia, Palermo, Sez. I, in un primo momento, ha respinto la domanda cautelare sul provvedimento di sospensione dall’incarico, con un’ordinanza (535/2014) poi seguita dalla sentenza di rigetto che dopo avere riunito i due ricorsi per manifesta connessione oggettiva, soggettiva e funzionale, ha dichiarato l’improcedibilità del primo ricorso (relativo al provvedimento di sospensione in via cautelare) per sopravvenuta carenza d’interesse della domanda di annullamento, come peraltro richiesto dallo stesso ricorrente a seguito del sopravvenuto provvedimento di revoca e ritenuto legittimo tale annullamento.