“Centrodestra finito? Chi lo dice afferma un’assoluta eresia. Non è vero per niente. Se qualcuno pensa di fare percorsi incoerenti con la propria storia personale è un problema certamente loro e non nostro”.

Fa un sorriso e risponde così l’europarlamentare di Forza Italia Salvo Pogliese che a margine di un incontro nella sede catanese dell’Ars di pochissimi giorni fa, si è ‘fermato’ con BlogSicilia per analizzare i nuovi possibili scenari dello scacchiere politico siciliano. Quali? L’imminente matrimonio tra Ncd, Udc e altre realtà centriste e moderate che con il loro ‘nuovo’ soggetto politico andranno a ‘braccetto’ con il Pd.

Intanto il sottosegretario Castiglione, e non solo lui, pensano che questo centrodestra sia ormai un ricordo

“Il centrodestra continua ad incarnare i valori ed i progetti della maggioranza del popolo italiano che tradizionalmente è un popolo proprio di centrodestra. Se altri, ribadisco, ritengono di seguire altre strade devono rispondere alla loro coscienza”.

Partendo dall’Europa. Ma come farebbero a convivere Pd, ex Ncd e centristi in Italia quando in Europa starebbero in due gruppi diversi: Ppe e Pse?

“Mi auguro sino all’ultimo che questo non avvenga. Non vedo come chi, all’interno del Ncd incarna movimenti importanti come Comunione e Liberazione o Compagnia delle Opere coerente con determinate dimensioni valoriali, possa schierarsi all’interno del centrosinistra. Se ciò dovesse accadere credo rappresenti la massima incoerenza che loro, il Ncd, possa attuare. All’interno del parlamento europeo vi sono sensibilità e sfumature diverse anche all’interno delle due grandi famiglie dei Popolari e dei Socialisti. Questo non credo dunque che rappresenti un ‘grosso problema’. Altro è, in fatto di gravità, ribadisco, che un partito che si chiami Nuovocentrodestra possa schierarsi all’interno di una tradizione riformatrice di sinistra”.

Chi dice che il centrodestra sia finito fa riferimento anche ad una trazione leghista dello stesso schieramento. Che ne pensa?

“Io credo che all’interno del centrodestra vi siano, come sempre del resto, sfumature diverse come quella nazionale, liberale, sociale e leghista. Se qualcuno, poi, prende  a pretesto il risultato eccezionale che la Lega ha conseguito, noi ci confronteremo per quelle che saranno le leadership future e per chi avrà il compito di continuare una tradizione politica importante nel nostro Paese. La Lega ha conquistato percentuali significative, i sondaggi confermano questa crescita ma ovviamente la partita non è assolutamente chiusa sulla leadership del centrodestra. Vedremo cosa accadrà. ci sarà una sintesi”.

‘Scendendo’ in Sicilia. Tra voi e l’ipotetico ‘battesimo’ siciliano della nuova alleanza fra Pd e moderati Udc, Ndc e centristi ‘altri’, potrebbe paradossalmente favorire la vittoria alle prossime regionali del M5S?

“In Sicilia c’è un avversario che non si può proprio sottovalutare che è appunto il Movimento Cinque Stelle. Hanno conquistato ottime percentuali. E’ un avversario che merita rispetto e che può anche centrare percentuali ancor più significative rispetto a quelle dell’ottobre 2012. Ma sono altresì convinto che il centrodestra se dovesse superare alcuni errori oggettivi commessi in passato può tornare a governare l’Isola dopo gli errori madornali di Crocetta che certamente rappresenta la peggiore esperienza amministrativa in Sicilia di sempre “.

Per molti addetti ai lavori quella tra Pd, Udc, Ndc e centristi ‘altri’ potrebbe essere un’alleanza ‘numerica’ e non di ‘ideali’ e di ‘valori’.

“Lo credo fermamente. Ricorderei ai miei amici di centrosinistra e a quelli di centrodestra che immaginano percorsi ribaltonisti nel centrosinistra che in politica  ‘3 + 2 non fa mai 5’ perchè l’elettorato è molto più maturo di quel che si immagini. Un percorso di questo tipo, si dovesse mai realizzare, verrebbe tacciato come un percorso poltronista e non certo programmatico soprattutto, poi, dopo l’esperienza devastante di Crocetta. Anche per questo sono convinto che il centrodestra può e deve vincere”.

Infine, per dirla alla Giuseppe Castiglione, Pogliese potrebbe essere il ‘primus inter pares’ del centrodestra in vista delle elezioni regionali siciliane?

“Si vedrà è ancora presto per dirlo. Se si voterà nella prossima primavera o a scadenza naturale, nell’ottobre del 2017, credo ci saranno i tempi e i modi per confrontarsi con grande serenità e lealtà con personaggi come Nello Musumeci che meritano grandissimo rispetto sul piano morale, istituzionale e governativo”.

Il nome di Pogliese, comunque, non lo escludiamo… 

“Non mi sottraggo mai alle sfide ma, ripeto, è ancora troppo presto…”.