Doversi recare al pronto soccorso, si sa, è cosa assai spiacevole. Specialmente se poi ti capita di imbatterti in una serie di disservizi, nelle attese estenuanti ed infinite, insomma in tutto quel che non funziona nei nostri ospedali.

Non è esente da questo stato di emergenza – e l’utilizzo del termine non deve apparire esagerato – il Policlinico di Palermo, quello che dovrebbe essere l’ospedale dell’eccellenza, dove vengono formati i futuri medici.

Al Policlinico, struttura vetusta e per molti versi inospitale, le cose non funzionano alla perfezione, come in molti altri presidi ospedalieri.

A raccontare stavolta un pomeriggio da incubo è un lettore di BlogSicilia, che preferisce rimanere anonimo.
Lui al Policlinico ha dovuto andarci a causa di un problema che richiedeva l’intervento di un otorinolaringoiatra. Arrivato al pronto soccorso alle 17, si ritrova ad aspettare sino alle 22 che qualcuno lo visiti, salvo poi scoprire, da altri medici, che l’otorinolaringoiatra è reperibile sino alle 20, orario trascorso il quale bisogna aspettare il giorno successivo per farsi visitare.

Date le proteste del malcapitato, i medici del pronto soccorso decidono di sottoporlo comunque ad una tac, e viene mandato in radiologia. Ma da un reparto all’altro, ci si deve spostare tramite un’ambulanza-taxi che aspetta, prima di iniziare il giro per i padiglioni, di accumulare un certo numero di pazienti da smistare nei vari reparti.

Armato di buona pazienza il nostro lettore aspetta, sino a che gli viene fatta la tac. Ma le sorprese non finiscono qui: in Radiologia, al paziente-cittadino, è proprio il caso di dirlo, che durante l’attesa ha tutto il tempo per guardarsi bene intorno, ‘cade l’occhio’ sugli estintori posizionati per legge nel reparto. Ebbene, si accorge che sono scaduti, a febbraio, ovvero quasi un anno fa, come testimoniano le foto che ci ha inviato. La stessa cosa accade in Neurologia, estintori scaduti anche lì.

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E se divampasse un incendio? Si riuscirebbe a spegnerlo con estintori non più funzionali? Non dovrebbe esserci un addetto alla sicurezza incaricato di vigilare sulla manutenzione periodica?

Morale della storia: i pazienti al Policlinico di Palermo non sono al sicuro. Fatta questa constatazione, arriva finalmente il turno del nostro lettore. Fa la sua tac, ma non può tornare al pronto soccorso, deve aspettare che l’ambulanza-taxi lo vada a prendere. Un’attesa lunga due ore, trascorse le quali ben 10 persone vengono caricate sul mezzo e portate a destinazione.

“Gli ammalati a Palermo continuano ad essere trattati con i piedi”, tuona chi ci ha raccontato questa storia.
Come non dargli torto…

(Foto di Carmelo Pantano)