Il futuro degli oltre 30 mila precari degli enti locali e del personale delle Province dopo l’abolizione degli enti. Questi gli argomenti al centro del direttivo unitario delle federazioni della funzione pubblica di Cgil Cisl e Uil che si è tenuto stamattina al teatro Don Orione, di Palermo per far luce sulle emergenze occupazionali più incombenti. All’assemblea ha preso parte anche il presidente della Regione Rosario Crocetta che già ieri al termine del confronto con i sindacati, aveva assicurato la propria presenza, accettando l’invito delle organizzazioni.

La principale emergenza – sostiene Michele Palazzotto, segretario generale Fp Cgil – riguarda i 30 mila precari delle pubbliche amministrazioni ai quali il 31 luglio scadrà il contratto. Siamo ancora in attesa di sapere, inoltre, cosa ne sarà, dopo l’abolizione delle Province, dei dipendenti degli enti e dei servizi ai cittadini”.

Stiamo vivendo – spiega invece Maurizio Bernava, segretario generale Cisl Sicilia – un’oggettiva fase di difficoltà economica. La Sicilia è in una condizione economica disastrosa. La pubblica amministrazione dell’Isola è destrutturata e indebitata a causa dello scempio operato per anni e anni. Da una condizione del genere non viene fuori dagli annunci  né con gli accordi politici di vecchio stampo. Occorre invece stabilire le priorità  attraverso strategie nate dal confronto sociale”.

Noi abbiamo innanzitutto – dice Claudio Barone, segretario generale Uil Sicilia – la necessità di dare qualche  elemento di tranquillità ai precari siciliani della pubblica amministrazione. Precari di modo di dire perché svolgono funzioni essenziali all’interno degli enti locali da diversi anni. Dobbiamo risolvere questo problema. E’ indegno che ancora perduri questa situazione”.

Al centro dell’incontro, anche, uno dei temi più spinosi di questi mesi: quello riguardante le rotazioni dei dipendenti regionali. Sul tema, il governatore ha ammesso che “forse si è commesso qualche errore. Certamente le rotazioni potevano essere condivise, ma non esaspererei troppo la vicenda: chi non ha peccato, scagli la prima pietra”. Un’ammissione raccolta positivamente dalla Cisl-Fp Sicilia:

Prendiamo atto – ha detto il segretario generale, Gigi Caracausi – delle parole del presidente, che rappresentano un ulteriore segnale di apertura alle parti sociali. Sul tema della macchina regionale, ormai – aggiunge Caracausi – è il tempo di definire principi chiari, anche sul tema delle dirigenza, che va riorganizzata. Riteniamo fondamentale recuperare le risorse per i contratti dai risparmi di spesa derivanti dai tagli degli sprechi. Del resto, senza una seria riforma della burocrazia della Regione, è praticamente impossibile il rilancio dello sviluppo in Sicilia”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, poi, hanno chiesto a Crocetta l’avvio di una battaglia unica nei confronti di Roma sui temi come la stabilizzazione del precariato e lo sviluppo. Tanti i temi all’ordine affrontati: dalla stabilizzazione del precariato in scadenza a luglio, appunto, al futuro del personale delle Province e degli Ato rifiuti. Ed ancora: dal completamento della riforma della sanità “con l’istituzione della medicina territoriale” al futuro di enti a sostegno delle imprese come l’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, nato per sostituire le vecchie Aree di sviluppo industriale. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno mostrato apprezzamento
per la volontà manifestata dal governatore di avviare tavoli tecnici di concertazione sulle singole questioni.

Vigileremo – hanno detto i sindacati – affinché si passi presto dalle parole ai fatti”. Ai lavoratori e rappresentanti sindacali arrivati a Palermo da tutte le parti dell’isola, Crocetta ha ribadito le rassicurazioni fatte ieri ai dirigenti sindacali. L’attivo regionale unitario non si teneva da anni ed è il risultato della ritrovata unità sindacale.