Dalla maggioranza come dall’opposizione. Dai partiti di destra come da quelli di centro e di sinistra. E’ assalto alle norme ed agli emendamenti salva pip. Diversi deputati, tutti palermitani, hanno depositato atti parlamentari per modificare l’articolo 34 dell’ultima finanziaria in base al quale gli ex Pip di “Emergenza Palermo” possono continuare a beneficiare del sussidio a condizione che il reddito familiare Isee non superi il tetto dei 20 mila euro.

La norma, proposta dai 5stelle e approvata dall’Assemblea, che il governo Crocetta sta applicando, ha già prodotto l’espulsione dal bacino di un centinaio di precari perché il loro reddito Isee è maggiore di quello stabilito per legge. Da tre giorni giorni gli exPip espulsi manifestano davanti Palazzo dei Normanni chiedendo la modifica della norma e il reintegro nel bacino.

“La vicenda che ha investito in questi giorni i Pip dopo la verifica reddituale – dice  il vicepresidente della V Commissione Lavoro dell’Ars Mariella Maggio, che oggi ha presieduto la sessione su Pip ed Asu che aveva richiesto la scorsa settimana – deve trovare soluzione senza creare sperequazioni, sostenendo le situazioni di bisogno di quei soggetti che hanno vere condizioni di svantaggio sociale”.

Sarà la stessa Mariella Maggio a presentare un emendamento all’articolo 16 alla Finanziaria per ricostruire la situazione di partenza, cioè lo stato individuale di svantaggio sociale. la Maggio poi snocciala i dati emersi dall’audizione in Commissione dell’assessore Ester Bonafede e della dirigente generale Anna Rosa Corsello: “I controlli effettuati – sottolinea la Maggio – hanno evidenziato che su 3300 soggetti Pip sono solo 85 quelli che si trovano nelle condizioni che hanno fatto scaturire le esclusioni, ovvero i dati di riferimento suffragano l’esistenza e la persistenza di una vasta area di disagio. E tra questi 85, vi sono dei soggetti da recuperare per condizioni familiari o personali oggettivamente difficili”.

“Eliminare tout court il vincolo del reddito non è la strada migliore – dice ancora la deputata del Pd – ma occorre valutare la vicenda improntandola al rispetto della legge e tutelando nel contempo i diritti delle fasce deboli, quindi differenziando i casi, fra i quali quelli che coinvolgono persone ridotte alla disperazione”.

“Per ciò che riguarda gli Asu – aggiunge il deputato regionale del Pd Mariella Maggio -, dopo la verifica della situazione reddituale svolta dal Dipartimento, se il Governo regionale dovesse decidere di stabilire dei criteri, in ogni caso questi non dovranno essere penalizzanti”.

Ma di emendamenti ce ne sono altri provenienti da deputati di opposizione e non soltanto. Vincenzo Figuccia (Forza Italia) ha presentato un emendamento alla manovra bis, al vaglio della commissione Bilancio, che modifica l’articolo 34 e stabilisce che va applicato il reddito individuale e non quello familiare, fermo restando la soglia dei 20 mila euro. Dello stesso contenuto sono un disegno di legge, depositato in commissione Lavoro, da Giovanni Greco (Mpa), e un ordine del giorno a firma di Edy Tamajop dei Drs.