Sarebbero 85 i precari del bacino ex Pip che avrebbero percepito un sussidio di 832 euro ma senza averne diritto perché titolari di un reddito familiare di rilievo o di importanti patrimoni.

Si tratterebbe di persone entrate nel bacino del precariato in base ad autocertificazioni mai verificate e dunque che avrebbero dichiarato il falso agli uffici pubblici. Per loro scattano oggi le notifiche di espulsione dal bacino dei precari.

Gli 85 ce verranno raggiunti nelle prossime ore dai provvedimenti si aggiungono ai 65 espulsi lo scorso anno dal medesimo bacino di precari ex pip: in quale caso le verifiche avevano permesso di accertare che alcuni di loro erano perfino in carcere per vari reati ma continuavano a prendere il sussidio come se stessero prestando la propria opera o fossero in cassa integrazione.

Le verifiche non sono ancora concluse, fanno sapere dagli uffici regionali, e nel corso della settimana potrebbero arrivare altri “licenziamenti”. Ma intanto monta la polemica sui sistemi di verifica. I sindacati autonomi parlano di persecuzione contro gli ex pip. Per molti di loro sarebbe stato preso in esame il patrimonio familiare e dunque nel conteggio sarebbero stati considerati beni come la casa in cui abitano i genitori o i redditi del coniuge separato.

Il secondo scandalo degli ex pip è scoppiato la scorsa settimana quando il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha annunciato di aver scoperto personalmente un precario ex pip con un reddito Isee di quasi 150 mila euro ed un patrimonio immobiliare stimato in 1 milione e 200 mila euro.

Leggi anche:

Il super ex pip milionario

Rosario Crocetta l’investigatore

(nella foto d’archivio una manifestazione degli ex pip)