Primo incontro questa mattina dei sindacati con l’assessore Luisa Lantieri nominato alla guida dell’assessorato alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali.

Il faccia a faccia si è tenuto presso la sede del dipartimento, dove Fp Cgil Sicilia ha organizzato un sit in di protesta per denunciare lo stallo del governo su vertenze delicate come quella che interessa la stabilizzazione dei 22 mila precari della Regione (col contratto in scadenza il 31 dicembre), la riforma delle ex Province e le risorse da destinare agli enti locali, sempre più in difficoltà nell’assicurare servizi e stipendi.

“All’assessore – dice il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto – abbiamo ribadito il nostro giudizio critico sull’operato del governo che in questi tre anni non è stato capace di risolvere nessuna delle vertenze sul tappeto. E chiesto un cambio di marcia, senza altre perdite di tempo, per evitare l’esplosione di emergenze e fibrillazioni sociali”.

Tra le questioni aperte anche il mancato rinnovo contrattuale e la riorganizzazione di Iacp e Ipab. Dall’assessore, riferisce il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, è arrivata “un’apertura al confronto soprattutto sulle emergenze, a partire dalla questione del precariato”.

Annunciato un nuovo incontro coi sindacati tra il 26 – 27 novembre, all’indomani di un vertice previsto a Roma il 25 novembre per discutere delle risorse da destinare all’Isola e alle vertenze aperte in materia di pubblico impiego.

Registriamo le aperture e la disponibilità del neo assessore Lantieri, mostrato all’incontro di stamattina con il coordinamento del precariato, delle ex province e della regione. Ma adesso bisogna mettersi a lavorare sodo e col massimo impegno, sia a Palermo che a Roma”. Lo dichiarano il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paolo Montera.

“Bisogna pensare subito – continuano Caracausi e Montera – alle soluzioni per i precari e per il personale dei Comuni, delle ex Province e della regione. E in questo senso auspichiamo che il governo ritrovi una stabilità che manca da troppo tempo. Anche perché le liti e le tensioni della politica rischiano di ricadere su centomila persone. Non si può più perdere tempo”.