Si è tenuta nei giorni scorsi a Catania una riunione di tutte le sigle sindacali con il nuovo direttore amministrativo, a proposito dei lavoratori precari del Teatro “Bellini” che ieri hanno inscenato una protesta occupando gli spazi dell’orchestra.

In una nota firmata da SLC CGIL (Davide Foti), Fistel Cisl (Antonio D’Amico), Uilcom Uil (Giovanni Nicotra), UGL Spettacolo (Fichera Cosimo), Fials Cisal (Aldo Ferrente), Libersind (Salvo Todaro), si legge che il ruolo dei precari “risulta sempre più funzionale all’attività del teatro, in quanto, negli anni, questi lavoratori hanno sostituito in minima parte quel personale che nel tempo è andato in pensione e non è stato possibile sostituire in via definitiva per il noto blocco delle assunzioni”.

I sindacati rilevano che “non è più possibile nascondere falle e buchi, ed è inammissibile che tutti i lavoratori, siano essi precari che stabili, in arretrato ancora di tre mesi di retribuzione, sempre ligi al dovere pur di aprire il sipario e non penalizzare l’utenza, debbano legare i propri destini e quelli delle proprie famiglie alle pastoie burocratiche regionali o alla richiesta di questo o quel certificato che ne impedisce l’invio dei contributi”.

Le sigle sindacali auspicano che entro l’anno, quindi dopo aver risolto l’attuale problema congiunturale nelle erogazioni delle risorse, il problema precariato vada risolto definitivamente con l’inquadramento in pianta stabile di questi lavoratori.

Intanto, fra le proposte avanzate dai sindacati, c’è anche quella rivolta alla Regione Sicilia affinché acceda “alle risorse IRFIS per il pagamento dei debiti cronici dell’ente, molti dei quali sono stati causati dai ritardi nell’approvazione delle leggi di stabilità e dai numerosi tagli ingiustificati delle somme destinate a stagione avviata, che pesano come macigni sull’ente e ne ipotecano le attività”.