Un vero e proprio esercito di lavoratori precari che rischiano dal 1 gennaio di ritrovarsi senza alcuna prospettiva occupazionale. Sono i dipendenti siciliani della pubblica amministrazione, quasi 25 mila persone tra contrattisti a tempo determinato, lavoratori socialmente utili, e i cosiddetti precari della Regione. Costano 320 milioni l’anno e per loro bisogna elaborare “nuovi percorsi e nuove proposte: per coniugare impiego stabile e rischio dissesto”. Questo il titolo del convegno organizzato a Palermo da Cisl Fp e Cisl Sicilia che hanno presentato una proposta per la stabilizzazione dei precari.

Per i sindacati la strada percorribile è chiara: una sorta di piano industriale che consenta l’assorbimento dei precari nei prossimi 5 anni con il passaggio di quelli degli enti locali alla Regione.

“Questi lavoratori non hanno dove andare – commenta Gigi Caracausi, dirigente Cisl – .Devono avere un posto che sia il più stabile possibile. La nostra proposta parte da una considerazione precisa, ovvero che non si può chiedere sempre al governo nazionale di intervenire. C’è un momento in cui bisogna farsi carico delle proprie responsabilità”.

L’intervento normativo deve comunque essere contestuale all’adozione di adeguate misure di spending review e di riduzione dei fattori che generano deficit.

Rassicuranti i toni dell’assessore all’Economia, Luca Bianchi: “La dotazione di bilancio per i precari l’abbiamo trovata anche l’anno scorso nonostante la situazione di difficoltà. Possiamo riuscirci ancora. I fondi non sono l’unico problema, è urgente semmai approdare agli adeguati emendamenti al decreto D’Alia “.

Dei 25mila precari siciliani, 18.500 sono contrattisti, il 54% di loro è impegnato nelle autonomie locali, 5611 sono lavoratori socialmente utili, la provincia di Messina ne totalizza il numero maggiore e 646 sono i precari della Regione. Numeri davvero rilevanti che rendono necessario trovare una soluzione immediata.

Davanti alla proposta della Cisl, l’assessore regionale alla Funzione pubblica Patrizia Valenti puntualizza: “Il governo siciliano “non ha bacchette magiche per ridurre il precariato. Stiamo avviando una serie di iniziative per ridurre il fenomeno; una grossa apertura viene dalla legge 101. Metteremo a punto un piano da approvare con legge regionale per la stabilizzazione, ma non di tutto il personale per risolvere il problema nel corso dell’anno”.

L’attesa legge regionale, che verrà approvata entro l’anno, non garantirà comunque a tutti di tornare al lavoro. Intanto è stato rinviato l’incontro previsto oggi tra i sindacati e Crocetta, che è volato a Lampedusa dopo l’ennesima tragedia del mare. Assente al convegno palermitano il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia, impossibilitato a venire in Sicilia per impegni politici.

 

 

Il futuro dei precari rimane nebuloso. L’unica certezza è che qualcuno sarà costretto a rimanere a casa.