Per qualcuno è la compagna perfetta, sempre presente nelle giornate di gran caldo o in quelle fredde invernali, quando l’unico desiderio è stare chiusi in casa a poltrire sul divano. Per altri è qualcosa da abolire, una sequenza senza fine di contenuti inutili basati sulla finzione, sulla farsa, sull’insulto che 24 ore su 24 riempiono le case.

Qualche genitore soffocato dal lavoro la considera un’ottima baby sitter, quasi meglio delle care e vecchie nonne, mentre per molti ha un ruolo preciso, scandisce le giornate: si mangia durante il Tg, si cucina prima che cominci “Affari tuoi” e si sparecchia in tempo per non perdersi neanche un minuto dell’ultima fiction.

Dal 1954 la televisione è entrata prepotentemente nelle case degli italiani, diventando quasi un membro della famiglia. L’obiettivo sicuramente era dei più nobili, portare le notizie alla luce, sotto gli occhi di tutti, regalare alle famiglie un momento di condivisione dopo una giornata di lavoro e di studio, persino diffondere la cultura e la lingua italiana come insegna il maestro Manzi, che armato di lavagna, gessetti e tanta buona volontà ha istruito il popolo italiano che ancora comunicava solo attraverso l’uso del dialetto.

Con gli anni, si sa, i cambiamenti sono stati tanti. Dalla nascita delle reti private in costante concorrenza con quelle pubbliche, alla nascita dei vari Tele Tu, Sky, Digitale terrestre, che permettono di guardare ciò che vuoi, quando vuoi. Non esistono più i programmi di una volta come il noto contenitore pubblicitario Carosello, che tenevano insieme grandi e piccini. Ormai c’è un televisore in ogni stanza e ognuno guarda la tv nella propria solitudine.

Le nostre case sono invase da grandi fratelli, uomini e donne, tragedie trattate come se si stesse parlando dell’ultima puntata di un telefilm poliziesco, bugie su bugie, giochi più o meno spericolati, politici che attaccano altri politici, vip che attaccano altri vip, fatti privati di personaggi pubblici.

La tv, regina dei nostri salotti. Ma stiamo attenti a non trasformarci in quel tipo di pubblico che si fa manipolare, convincere e condizionare. Teniamo gli occhi ben aperti e durante l’estate, almeno, spegniamola e godiamoci quello che ci circonda. Mare, sole, famiglia e amici.