E’ stato catturo in Francia dagli agenti della squadra mobile di Ragusa in collaborazione con i colleghi transalpini, Mahamed Abdalla Nooraldin, somalo di 45 anni, condannato a 9 anni e sei mesi per avere costituito un’associazione a delinquere internazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’uomo, considerato dagli inquirenti una sorta di boss del traffico di migranti, era latitante dal 2012 era riuscito a sfuggire all’operazione Boarding pass, un blitz della Squadra Mobile di Ragusa sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, in cui furono catturate 48 persone accusate dello stesso reato.

Su Nooraldin pendeva un mandato d’arresto europeo e dopo la cattura il Servizio per la Cooperazione Internazionale Forze di Polizia ha coordinato l’arrivo per l’estradizione dalla Francia e la consegna alla Polizia al valico di frontiera di Bardonecchia.

Secondo quanto scoperto nelle indagini, l’associazione a delinquere era in grado di fornire ai migranti tutto il supporto logistico di cui avevano bisogno: provvedeva a “trovare” cittadini somali clandestini in Italia che avevano intenzione di raggiungere le nazioni del nord Europa (Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Norvegia). La ricerca dei soggetti veniva fatta in particolar modo nei pressi dei centri di primo soccorso ed assistenza come quello di Pozzallo.

La banda aveva  un dettagliato “programma” di viaggio, così da “smistarli” nelle varie nazioni europee, previo pagamento di somme di denaro che servivano alla falsificazione dei documenti di viaggio. “In particolare, il latitante si collocava principalmente tra i componenti che erano incaricati di provvedere agli aspetti logistici dei migranti in attesa di partire, sfruttando il loro stato di disagio psicologico dovuto al voler realizzare il loro “sogno” di andare in Europa”, spiegano dalla Squadra mobile di Ragusa, diretta da Antonino Ciavola.

Dopo la mancata cattura Nooraldin si era reso latitante fuggendo in Germania prima ed in Francia poi. Durante la sua latitanza, così come previsto per legge, il processo è andato avanti e nel mese di ottobre 2014 la Corte d’Assise competente aveva condannato lui e tutti gli altri promotori ed organizzatori alla pena di 9 anni e 6 mesi.

Dopo le formalità di rito il latitante è stato condotto dalla Polizia in carcere dove sconterà l’intera pena.