Prevenzione, screening, corretti stili di vita. Si è concluso il Piano di comunicazione del Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato salute della Regione siciliana.

“Le sfide della sanità del futuro, anche di quello più immediato, sono due e fra di loro complementari: la prevenzione e la promozione della salute. Sfide che l’assessorato regionale per la salute raccoglie con l’obiettivo di ottenere cittadini più sani e migliore qualità della vita abbattendo anche il costo del sistema sanitario reinvestendo le risorse liberate in ulteriori cure avanzate”.

Lo ha detto il Dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato Salute della Regione siciliana, Ignazio Tozzo, commentando i risultati del piano di comunicazione della salute “Azioni di sensibilizzazione e informazione destinate ai cittadini – anche tramite gli operatori del sistema sanitario – per la promozione di scelte consapevoli in materia di salute, salubrità, sicurezza e stili di vita, per il collegamento in rete con i poli di eccellenza”, a valere sul PO FESR SICILIA 2007–2013 – Asse 7 linea d’intervento 7.1.2.F. del Dipartimento Regionale Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato della Salute della Regione siciliana.

“Sai che c’è, io mi prendo cura…” è stato lo slogan che per quasi un anno ha ‘strizzato l’occhio’ ai siciliani invitandoli ad ogni sorta di attività salutare, di prevenzione, di conoscenza. Uno slogan che è stato declinato in ogni forma e attraverso ogni mezzo di comunicazione coinvolgendo la carta stampata, la cartellonistica pubblicitaria, i nuovi media in genere con particolare attenzione all’informazione web e ai social network ma senza tralasciare i workshop.

Irene Sorrente, direttore creativo dell’agenzia Strategica ha puntato molto sia sul progetto scuola che rappresenta una vera e propria best practice ma anche sul messaggio veicolato “Si è scelto di usare un linguaggio comune e riconoscibile, che raggiungesse un target generalista in modo immediato – ha detto – anche se la campagna è stata poi divisa per target. Tutti hanno visto e compreso il ‘sai che c’è…’ alla base della campagna che è parte integrante del nostro modo di rivolgerci agli altri per fornire una notizia importante e certa, una notizia credibile come credibile ed autorevole deve essere il messaggio che viene dall’istituzione”.

In primo piano anche un innovativo metodo di comunicazione che parte dalla scuola e che viene realizzato con la scuola. Un progetto, quest’ultimo, realizzato in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale e con gli insegnanti che ha visto un concorso di idee fra i giovani e nove giornate tematiche itineranti che hanno raggiunto e coinvolto scuole secondarie di primo e secondo grado in tutte le province siciliane.
“Una attività – aggiunge Tozzo – che ci ha permesso di avviare un rapporto di comunicazione diretta col cittadino e che proseguirà certamente in altre forme. Un prossimo passo sarà la presentazione del nuovo Piano regionale della prevenzione”.

“Abbiamo visto i primi risultati importanti soprattutto nelle scuole – dice Lorenzo Maniaci Dirigente Responsabile dell’area interdipartimentale 7 Formazione e Comunicazione del medesimo dipartimento – mentre i risultati di tutte le altre gambe della campagna arriveranno poco alla volta attraverso la crescita della cultura della salute che è l’obiettivo dell’intero impianto”.

E un primo accenno ai contenuti del nuovo piano regionale della Prevenzione sono venuti dal dirigente del Servizio promozione della Salute Salvatore Requirez “La Sicilia è stata – dice – la prima regione d’Italia a lanciare la prevenzione del gioco d’azzardo e fra le prime ad inserire nel piano di prevenzione gli incidenti stradali e gli incidenti domestici. Comunicare tutto questo è fondamentale. Bisogna incidere sugli stili di vita dei nostri concittadini che troppo spesso non si curano di se stessi quando sono in salute rimandando qualsiasi azione al momento della cura vera e propria. Una tendenza che bisogna invertire comunicando i corretti stili di vita”.

A tirare le somme Milvia Gjomarkaj, Dirigente responsabile Unità Operativa Comunicazione del DASOE che è stata direttore per l’esecuzione del progetto seguendolo passo passo “Oltre al progetto scuola che è stato importantissimo – ha aggiunto – si è scelto di puntare molto sul web per fare una comunicazione giovane e in grado di raggiungere la popolazione ormai ‘social’. Il dato che emerge è che i cittadini sono stati raggiunti e questo si vede nella vita di ogni giorno. Ma un progetto di comunicazione come questo ha anche un effetto indiretto sugli operatori perché ci ha ‘costretto’ a riflettere ulteriormente su ciò che il sistema offre e sul come comunicarlo al cittadino. Un esercizio che ci aiuta ogni giorno invitandoci al confronto e alla crescita nell’interesse collettivo”