“Essere omosessuale non vuol dire essere un pagliaccio”, queste le parole di Sandro Mangano, presidente di GayLib, uomo di destra e cattolico praticante. “Perché essere uomo è una condizione mentale, sociale e culturale e non di preferenza sessuale”, sottolinea cominciando l’intervista.

Nelle suo uscite pubbliche è stato particolarmente critico con il Gay Pride. E’ contrario all’evento?

“No. Sono contro le carnelavate. Pride significa orgoglio, e penso e con me molti altri, che c’è ben poco da essere orgogliosi in una giornata di sfilate alla brasiliana. Cosa si trasmette? Nulla. Anzi si alimentano critiche. Noi come GayLib, abbiamo partecipato al Pride vicentino, una manifestazione di confronto e crescita, con incontri e dibattiti”

E’ stato criticato per questa sua presa di posizione. C’è chi sostiene che abbia leso la libertà

“Si è liberi perchè un giorno ci si maschera e tranquillamente si va in giro? So che il mio essere di “destra e credente” ( alle scorse regionali siciliane si è candidato sostenendo Nello Musumeci, ndr) mi attira critiche sterili, banali ed inutili. La libertà è una conquista mentale, poiché nessuno è libero. La società e la famiglia hanno bisogno di regole. Siamo criticati dagli omosessuali, dalla sinistra e visti stranamente dalla destra. Ma andiamo avanti”

Dunque è contro il matrimonio omosessuale?

“Voglio e desidero il riconoscimento per le coppie omosessuali, e la proposta di legge Galan-Bondi è una prima conquista. Spero che in Parlamento venga supportata. Ma il matrimonio, vuol dire letteralmente mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere. E noi non possiamo generare, è ovvio. La nostra è un Unione Omoaffettiva, anche se il contenuto alla fine è uguale al matrimonio”

Ma da cattolico come vive la sua unione?

“Il mio desiderio è che la Chiesa, già è aperta al singolo omosessuale, si apra alla coppia omo, e non con un matrimonio, ma con una pastorale a noi dedicata. Il problema è essere seguiti spiritualmente, sono certo – ride – che le coppie etero che non possono avere figli non vivano in castità. E anche noi. Spero tanto che noi omosessuali in coppia – con amore guarda il suo compagno – e credenti, possiamo avere una guida per la vita quotidiana serena e guidata guidati dallo Spirito Santo. Essere gay, non vuol dire non avere Fede”

E’ stato anche accusato di essere contro le adozioni gay…

“Anche qui vengo frainteso. Non mi si dica la solita storia del bimbo meglio in una coppia gay che abbandonato. È ovvio che è così, ma è tutta la legge che deve essere riformata. L’Italia non è pronto all’adozione nelle coppie omosessuali e dico ciò perché sono certo che il bambino adottato potrà essere bistrattato da chi incontra. Riformiamo l’intera legge nel nome dell’adottando e non dell’adottante. Solo questo è necessario, altrimenti è puro egoismo”.