Chiusi i 500 gazebo per le primarie del Partito democratico in Sicilia e al via le operazioni di scrutinio. Al momento nessun dato sull’affluenza, anche se alcuni parlano di un calo del 70% rispetto alle primarie nazionali dell’8 dicembre.

4 mila i volontari sparsi in tutta l’Isola mobilitati per l’elezione del nuovo segretario del Partito democratico in Sicilia e dei 180 componenti dell’Assemblea regionale (LE LISTE). Sono i numeri legati alle primarie che oggi decreteranno chi guiderà il Pd sul territorio regionale.

I numeri emersi dai quasi 25mila voti arrivati dalle segreterie provinciali hanno certificato il vantaggio di Fausto Raciti (69,8%), sostenuto dalle aree Renzi, Cuperlo e dal Megafono di Crocetta. Il favorito nella corsa alla segreteria Pd ha inoltre il favore di Articolo 4, come affermato dal suo capogruppo all’Ars Luca Sammartino, mentre il sindaco di Palermo e coordinatore nazionale di Mov 139 Leoluca Orlando non ha esitato a definirlo un “candidato paracadutato in Sicilia e imposto da apparati”.

Nelle preferenze, Raciti è seguito a distanza dal segretario uscente Giuseppe Lupo, che a Palermo punta su un ex candidato alla stessa poltrona, Antonio Ferrante. Pari a 5.576 preferenze (il 22,25) è il risultato al voto degli iscritti nelle Convenzioni per Lupo, che nelle dichiarazioni degli ultimi giorni si è mostrato molto critico verso la scelta di convergere su Raciti e nei confronti del governo regionale. Chiude il ventaglio di candidature Antonella Monastra, consigliera comunale Pd di area civatiana scelta dal 5,57% dei votanti delle segreterie provinciali.

Se dal conteggio dei voti emergerà una maggioranza assoluta, il Partito democratico avrà individuato il suo nuovo segretario regionale, in caso contrario entro 10 giorni si procederà al ballottaggio tra i primi due candidati.