La notizia,che Biagio Conte ha deciso di abbandonare la sua opera misericordiosa ha fatto subito il giro della città di Palermo.

Ha suscitato scalpore, dato che il frate francescano opera tra mille difficoltà da oltre 25 anni  come volontario nei tre centri di accoglienza da lui fondati (l’ex disinfettatoio, l’ex istituto Santa Caterina e l’ex caserma aeronautica) nelle strade limitrofe alla Stazione Centrale.

Ma le parole pronunciate alla stampa hanno fugato ogni dubbio, sulla sula volontà di andare via.: “Sono stanco di lottare contro i mulini a vento, l’eccessiva burocrazia e l’indifferenza che mi opprimono e mi schiacciano quotidianamente, siamo ormai al limite delle forze fisiche e mentali”.

Nel documento il missionario laico,sottolinea come si sia sentito abbandonato soprattutto dai titolari delle 3 strutture che gestisce, Regione, Comune e Demanio.

Così già oggi molti cittadini si sono mobilitati con diverse iniziative per mostrare  solidarietà al missionario.

Fra le tante iniziative, Fabrizio Escheri, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Palermo, da sempre vicino a Biagio Conte, ha creato un gruppo su Facebook “Biagio non lasciare Palermo!” attraverso il quale invita i cittadini a mostrare ora più che mai il proprio sostegno attraverso un’offerta, anche piccola, a beneficio della Missione di Speranza e Carità ONLUS utilizzando come causale il claim della campagna.  “Se l’UOMO DELLA SPERANZA perde la SPERANZA allora questa città e’ senza SPERANZA e noi saremo disperati e come cittadini non possiamo restare inermi rispetto al silenzio delle istituzioni”.

Escheri esorta i palermitani a offrire a Biagio Conte un segno di solidarietà: “Ognuno di noi può fare la sua parte, anche un’offerta di 10 euro sono un messaggio importante. L’idea, infatti, non è solo quella di dare un aiuto concreto, ma anche di mostrare come i palermitani non siano indifferenti a una notizia drammatica come questa”. Offrire 3 pasti al giorno costa 3 euro per accolto e, considerato che la Missione accoglie circa 1000 tra uomini, donne e bambini, occorrono 3000 euro al giorno perché la struttura possa andare avanti”.

Inoltre, dal gruppo è partita anche l’idea di far girare un breve video per seminare sui social a livello virale i contenuti dell’appello ed è stato creato anche l’hashtag #restaBiagio che ha lo scopo di intercettare anche i flussi di comunicazione su Twitter.