Immagina nuovamente di patteggiare la pena, ammettendo quinidi le proprie responsabilità, l’ex docente di Economia politica all’università di Catania, Elio Rossitto, finito in manette per tentata concussione e violenza sessuale, dopo essere stato denunciato, nell’ottobre del 2009, da due studentesse che lo accusarono di aver chiesto loro prestazioni sessuali in cambio del superamento dell’esame universitario. Il caso fu sollevato dalla trasmissione televisiva di Italia Uno, Le Iene.

L’applicazione della pena su richiesta delle parti, ovvero il patteggiamento per l’ottenimento di un considerevole sconto di pena sino ad un massimo di un terzo, potrebbe però non essere una strada processuale percorribile. Già nell’udienza preliminare, la cui decisione è stata annullata per un vizio di forma, i legali di Rossitto avevano chiesto il rito alternativo che però il gup Loredana Pezzino aveva negato dopo il parere contrario del pm Lina Trovato. Adesso con la nuova udienza preliminare fissata per il prossimo 9 dicembre, Rossitto ritenta la carta del patteggiamento questa volta con il nuovo gup, Alba Sammartino. Questa volta comunque potrebbero esserci nuovi motivazioni che potrebbero indurre il pm, sempre Lina Trovato,  a cambiare posizione.

La trasmissione Le Iene aveva ripreso Rossitto in un albergo di Catania assieme a una studentessa che aveva rifiutato le avances in cambio di un ‘aiuto’ negli studi. Voti regalati in cambio di sesso, uno scandalo che il professore ha iniziato già a pagare con le dimissioni dal mondo universitario e la separazione dal resto della sua famiglia.

Il professore di economia ha anche scontato, durante la fase delle indagini preliminari, dieci giorni di arresti domiciliari in una sua casa a Cassaro in provincia di Siracusa, paese del quale è originario.