Ha preso il via stamani con un piccolo colpo di scena il processo per i presunti “falsi” bilanci dell’Amia, l’azienda dei rifiuti di Palermo dichiarata fallita da qualche settimana.

Nessuno degli imputati si è presentato davanti alla V sezione penale. Dopo una breve riflessione il presidente ha deciso di dichiararli contumaci. Per Vincenzo  Galitoto, ex presidente del Consiglio di Amministrazione dell’azienda, non si è presentato neanche il legale designato, il giudice ha quindi proceduto alla nomina di un avvocato di ufficio per l’udienza di stamani in attesa che l’ex presidente dell’azienda si costituisca.

Nel corso della prima udienza sono state quattro le costituzioni di parte civile. Si tratta del Comune di Palermo, dei curatori fallimentare, dell’associazione ambientalista Legambiete e di 74 dipendenti dell’azienda che si sono costituiti con altrettanti atti singoli. Tra loro ci sono anche due dirigenti.

I fatti contestati riguardano il bilancio Amia chiuso il 31 dicembre del 2005. Sono gli anni dell’inizio del declino dell’azienda, prima florida, che ha portato al fallimento dichiarato qualche settimana fa. Secondo l’accusa Vincenzo Galioto allora presidente del Cda Amia, Ignazio Colimberti allora Direttore generale del Amia SpA, Angelo CanzoneriFranco Arcudi, Paola Barbasso Gattuso, Gaetano Mendola nella loro qualità di componenti del Consiglio di Amministrazione, Antonio Sebastiano Giuffrè e Giuseppe Costanza quali componenti del collegio dei sindaci, avrebbero “con l’intenzione di ingannare i soci ed il pubblico esposto fatti non rispondenti al vero nel bilancio di esercizio Amia chiuso il 31 dicembre 2005 in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari dei bilanci finali”.

“In particolare – si legge nell’atto di imputazione – gli amministratori iscrivevano nel contro economico….false plusvalenze per 16 milioni 428 mila euro…”.

La corte, dopo aver svolto tutte le formalità introduttive del processo si è riservata di decidere sull’ammissione delle singole parti civili ed ha aggiornata l’udienza al 9 luglio davanti al secondo collegio della V sezione penale del tribunale di Palermo.