Davide Vannoni ha patteggiato la condanna a un anno e dieci mesi con la condizionale. Condannato anche Marino Andolina ad un anno e nove mesi. Si conclude così il processo Stamina che si e’ svolto a Torino. Ma nella sentenza si legge che Vannoni rinuncia a qualsiasi iniziativa promossa allo scopo di proseguire l’applicazione della tanto discussa terapia. 

Vannoni era accusato tra l’altro di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e somministrazione di farmaci difettosi per le circa 900 infusioni di cellule staminali che tra Torino, Brescia, Trieste e San Marino avevano coinvolto un centinaio di pazienti affetti da malattie neurodegenerative.

Il gup ha concesso la sospensione condizionale della pena in virtù della “rinuncia degli stessi a proseguire le terapie di Stamina foundation” e della “incensuratezza e buona condotta processuale”. Gli imputati dovranno pagare le spese processuali delle parti civili.

L’udienza preliminare si e’ conclusa ieri con sette patteggiamenti, due condanne con rito abbreviato e quattro rinvii a giudizio. Soddisfatto della sentenza il pm Raffaele Guarinello che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Nas.

“Dopo anni di indagini e discussioni la giustizia ce l’ha fatta – ha commentato il pm – e grazie alla giustizia ha vinto anche la scienza. Questa e’ una pietra miliare – ha aggiunto – i trattamenti sanitari possono essere fatti purché sottoposti al vaglio autorevole dei vari organismi competenti. Credo che sia il trionfo della scienza”, ha concluso Guariniello.

“Tecnicamente tutto cio’ che abbiamo richiesto e’ stato accolto”, hanno commentato i legali di Vannoni, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, che pero’ hanno aggiunto: “La giustizia ha fatto il suo corso, ora la scienza fara’ il suo. Il nostro assistito rimane convinto della bonta’ del metodo ed e’ convintamente nel suo cuore innocente, confida che la scienza gli dara’ ragione, il che significherebbe che questo processo che oggi finisce qua possa un domani essere riaperto se la scienza confermera’ come noi siamo assolutamente convinti la bonta’ del metodo Stamina”. Anzi, hanno concluso replicando alle parole del pm: “Ad essere sconfitta e’ oggi e’ proprio la scienza e l’Italia che perde l’ennesima occasione”.

Sul divieto di continuare a sperimentare il metodo sia in Italia che all’estero, gli avvocati dicono: “E’ una questione giuridica complessa e discutile, presuppone che si conoscano le leggi straniere del paese ove venisse proseguito il trattamento. Non e’ detto che cio’ che e’ vietato in Italia debba essere vietato all’estero. Tra l’altro, nel corpo della sentenza di estero non se ne parla affatto”. Il processo per la maggior parte degli imputati finisce qui (per quattro medici bresciani e’ previsto il rito ordinario), anche se i legali di Vannoni non escludono una clamorosa riapertura.

Hanno patteggiato la biologa Erica Molino (un anno e sette mesi), il medico Roberto Ferro (un anno e otto mesi),  Gianfranco Merizzi (un anno e quattro mesi), Andrea Losana (un anno) e il neurologo Leonardo Scarzella (un anno e sei mesi).

Provvisionali e risarcimenti per le parti lese sono state invece stabilite nella sentenza di condanna per uno dei due imputati che aveva scelto il rito abbreviato: Marcello Larosa, ex dirigente Ires, che dovrà scontare due anni. Carlo Tomino, ex dell’Aifa, è stato condannato a sei mesi e 500 euro di multa.

Anche lui dovrà risarcire alcune parti. I quattro indagati che avevano chiesto il proscoiglimento sono stati tutti rinviati a giudizio: sono Sono Ermana Derelli, la donna al vertice fino a poco fa degli Spedali civili di Brescia, Carmen Terraroli, Arnalda Lanfranchi e Fulvio Porta.

In un commento di Marino Andolina,  ex braccio destro del sociologo torinese ed ex vicepresidente della Stamina Foundation, ad un post su Facebook si legge che “in Italia non ci sono prospettive per la terapia” in questione. Ed il pm Guarinello sottolinea che la condizionale può essere revocata se “l’imputato commette reati della stessa indole nel nostro Paese e persino all’estero”.

La partita sembrerebbe chiusa ma sul futuro del progresso scientifico nessuno può fare previsioni.