In un’aula nella quale è assente il boss di Cosa Nostra Totò Riina che ha rinunciato a partecipare all’udienza anche in video conferenza perché ricoverato per un malore, depone il pentito Vito Galatolo.

Collegato in video conferenza da una località segreta Galatolo ha confermato l’attentato in preparazione nei confronti del Pm Nino Di Matteo raccontando che erano state individuate due possibili aree per l’attentato col tritolo: una a palermo ed una a Roma.

Galatolo ha raccontato di essersi convinto a parlare con gli investigatori dopo aver appreso che era stato scarcerato Vincenzo Graziano. proprio lui deteneva i 200 chili di tritolo necessari all’attentato che era stato ordinato da Matteo Messina Denaro in persone “perché Di Matteo stava andando troppo in la su determinate situazioni”.

Galatolo ha detto che si sentiva la coscienza sporca per questo attentato in preparazione e di avere scelto di collaborare per dare un futuro ai suoi tre figli l’ultimo dei quali ha solo 20 mesi