Catania è centrale nell’emergenza terrorismo e sui temi legati all’immigrazione. Dopo gli appelli del Procuratore, Giovanni Salvi, che ha chiesto più volte aiuto perché la mole di lavoro è divenuta insostenibile anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini conferma l’importanza dell’ufficio giudiziario catanese sul fronte della lotta al terrorismo.

Questo – dice Legnini – è un ufficio emblematico sui temi degli effetti della immigrazione, dei fatti che sono ampiamente noti sulla giurisdizione. Il carico che proviene dal Cara di Mineo, dal fenomeno diffusissimo che qui si concentra dei minori non accompagnati, richiede una riflessione molto attenta del ministero della giustizia ed anche pro quota del Csm”.

Il vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, oggi in città per una due giorni siciliana organizzata da Unicost, analizzando la questione ha parlato anche degli aspetti organizzativi spiegando che sono stati già adottati dei provvedimenti e sono in fase di avanzata definizione di procedure “per conferire diversi incarichi direttivi e semi direttivi a partire dal posto di procuratore generale per il quale c’è stata la delibera all’unanimità della commissione V che transiterà in plenum tra poco”.

Secondo Legnini l’ufficio catanese è “emblematico degli effetti della riforma della circoscrizione: sette sezioni distaccate soppresse con il contenzioso ed il personale riversato su una sede che non è adeguata. E questo è un tema di primaria importanza che so essere all’attenzione da tempo delle altre istituzioni che devono provvedere, dal Comune alla Regione al ministero della giustizia”.

La due giorni promossa da Unicost in Sicilia prosegue domani a Ragusa, nel corso dei seminari sulla professione del magistrato si ricorda il giudice Michele Palazzolo, recentemente scomparso. Ai convegni partecipa tra gli altri anche il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli.